Roma, 6 febbraio 2026 – La Società Italiana di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni (Simvim) ha ufficialmente presentato le nuove linee guida per la vaccinazione contro il virus della chikungunya (Chikv), una malattia virale trasmessa dalle zanzare che sta registrando una crescita significativa anche in Europa, con casi in aumento in Italia. Le raccomandazioni mirano a integrare la vaccinazione tra gli adempimenti fondamentali da osservare prima di viaggiare verso aree ad alto rischio, come Cuba, Brasile, alcune zone dell’America Latina e dell’Asia, inclusi India e alcune regioni della Cina.
Nuove indicazioni per la vaccinazione contro la chikungunya
Secondo le direttive della Simvim, il vaccino contro il virus della chikungunya dovrebbe essere considerato prioritario per alcune categorie specifiche di viaggiatori: coloro che si dirigono verso aree con focolai attivi, i soggetti a rischio elevato come persone con malattie croniche o di età avanzata, viaggiatori in paesi con trasmissione locale del virus negli ultimi cinque anni, il personale di laboratorio che manipola il virus e le donne in gravidanza che non possono rinviare il viaggio in zone a rischio. La vaccinazione è raccomandata almeno 14 giorni prima dell’esposizione potenziale. A differenza delle indicazioni di altri Paesi, le nuove linee guida non fissano un limite minimo di tempo di soggiorno per la profilassi, sottolineando che la puntura della zanzara vettore può avvenire in qualsiasi momento dopo l’arrivo nel Paese di destinazione.

«La profilassi deve essere valutata anche per viaggi brevi o frequenti in aree a rischio, poiché la puntura può verificarsi in ogni momento», spiega Andrea Rossanese, presidente della Simvim. Il termine “chikungunya” deriva dalla lingua makonde e significa “colui che cammina storto”, descrivendo i dolori articolari severi che caratterizzano la malattia, come sottolinea Alberto Tomasi, past president della Simvim.
Epidemia record in Europa e importanza della prevenzione
L’attenzione verso la chikungunya è salita a livello europeo a causa di un vero e proprio record di epidemie nel 2025, con 27 focolai registrati, e la presenza ormai consolidata della zanzara tigre (Aedes albopictus) in 16 Paesi europei e 369 regioni, un incremento significativo rispetto a dieci anni fa. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha evidenziato come i cambiamenti climatici stiano prolungando e intensificando le stagioni di trasmissione dei virus vettoriali, inclusi Chikungunya e West Nile, con un aumento dei casi e l’espansione dei focolai anche in aree finora non coinvolte, come la regione francese dell’Alsazia.
L’Ecdc ha emanato nuove linee guida per la sorveglianza, prevenzione e controllo di queste malattie, sottolineando la necessità di proteggere in particolare le categorie più vulnerabili – anziani, bambini e immunodepressi – attraverso misure individuali di protezione e una strategia coordinata di sanità pubblica. Mentre per la chikungunya sono stati recentemente approvati vaccini in Europa e Stati Uniti, non esiste ancora un vaccino per il virus West Nile.
La prevenzione resta fondamentale, anche attraverso il controllo della popolazione di zanzare e l’adozione di misure protettive come l’uso di repellenti, abbigliamento adeguato e zanzariere, specialmente nelle ore di maggiore attività dei vettori. Gli esperti richiamano l’attenzione anche sul fatto che la chikungunya può causare dolori articolari invalidanti che, in alcuni casi, persistono per mesi o anni, confermando l’importanza di una vaccinazione preventiva e di campagne informative mirate.
In Italia, dove si sono verificati focolai epidemici nel 2007 e nel 2017, la diffusione continua a essere monitorata con attenzione, grazie anche al contributo di istituti come l’Istituto Superiore di Sanità e centri specializzati, tra cui il dipartimento di malattie infettive e tropicali dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, diretto dal dottor Andrea Rossanese.




