Roma, 29 gennaio 2026 – Le cellule tumorali diventano più aggressive se sottoposte a compressione ripetuta. Questo fenomeno è stato osservato per la prima volta in tempo reale grazie a una nuova piattaforma di microscopia ottica sviluppata da un team internazionale guidato dall’Italia, con la partecipazione dell’Istituto Airc di Oncologia Molecolare (Ifom) di Milano, delle Università di Perugia e Milano e dell’Istituto Officina dei Materiali del CNR di Perugia.
Innovazione tecnologica nella ricerca sulle cellule tumorali
La piattaforma combina due tecniche avanzate di analisi cellulare: la spettroscopia Brillouin, che misura le proprietà meccaniche delle cellule tramite la luce, e la spettroscopia Raman, capace di rilevare le caratteristiche biochimiche. Questa combinazione consente di stimolare meccanicamente le cellule tumorali e di osservare contemporaneamente la loro risposta biologica senza alterarle. Lo strumento è stato testato su “sferoidi tumorali” tridimensionali derivati da cellule di tumore al seno, che replicano in laboratorio le condizioni dell’organismo umano.
I ricercatori hanno scoperto che la compressione meccanica attiva rapidamente il gene dello stress Atf3, aumentando l’invasività delle cellule cancerose. Questo risultato, pubblicato sulla rivista Advanced Science, rappresenta un significativo passo avanti nella comprensione dei meccanismi di progressione tumorale e apre la strada a potenziali nuove strategie terapeutiche.
Implicazioni per la lotta contro il cancro
Le cellule tumorali, crescendo all’interno del corpo, sono soggette a stimoli fisici e meccanici che influenzano il loro comportamento. Tuttavia, studiare questi processi in tempo reale è sempre stato estremamente complesso. L’innovazione italiana ha superato questo limite tecnologico, offrendo un nuovo strumento per indagare come la deformazione meccanica favorisca l’aggressività tumorale.
Silvia Caponi del CNR-Iom ha paragonato questa transizione tecnologica a quella che, alla fine degli anni ’20 del Novecento, ha portato all’integrazione di audio e video nel cinema sonoro, sottolineandone il valore rivoluzionario per la ricerca oncologica.
Questi sviluppi potrebbero essere particolarmente rilevanti anche per patologie come il tumore della prostata, il più diffuso tra gli uomini in Italia, per il quale si stanno studiando sempre più approfonditamente i fattori che ne influenzano la crescita e la progressione. La comprensione delle risposte meccaniche delle cellule tumorali potrebbe contribuire a migliorare la diagnosi e le terapie, soprattutto in tumori caratterizzati da elevata capacità invasiva e aggressività.
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