Napoli, 28 marzo 2026 – La Regione Campania ha ottenuto l’uscita dal piano di rientro dal debito sanitario, come confermato da una nota ufficiale del Ministero della Salute. La decisione arriva a seguito della verifica dei risultati raggiunti dalla Regione, che ha dimostrato il miglioramento nel rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e il consolidamento degli indicatori sanitari chiave per l’anno 2024.
Campania, Ministero della Salute: verifica e accoglimento della richiesta
Durante il tavolo di verifica con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), è stata esaminata la documentazione presentata dalla Campania, che ha evidenziato il raggiungimento della sufficienza nelle tre aree di assistenza monitorate dal Nuovo Sistema di Garanzia. In particolare, si registrano significativi miglioramenti nei programmi di screening oncologici e nell’incremento dei posti letto nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA).
Il Ministero della Salute ha quindi accolto la richiesta di uscita dal piano di rientro, riconoscendo il consolidamento dei dati relativi alla corretta erogazione dei LEA, confermando i risultati positivi già raggiunti nel 2023. La decisione rappresenta un passo importante per la Campania, che potrà tornare a gestire in modo più autonomo e diretto il proprio sistema sanitario regionale.
La sentenza del TAR e le reazioni politiche
La decisione ministeriale fa seguito anche a un pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), che ha dato ragione alla Regione Campania ordinando l’uscita immediata dal piano di rientro. Il TAR ha sottolineato come la Regione abbia conseguito e mantenuto l’equilibrio di bilancio, superando le soglie minime per i macroindicatori sanitari, nonostante alcune criticità ancora presenti nella rete sociosanitaria e nei programmi di screening.
Il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, ha definito il verdetto una “vittoria straordinaria“, frutto di una battaglia durata oltre due anni, mentre il Ministero della Salute ha annunciato l’intenzione di presentare appello al Consiglio di Stato. La questione resta dunque aperta, ma intanto la Campania segna un importante risultato nel percorso di normalizzazione e rilancio della propria sanità.






