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Home Salute

Caffè e tè riducono il rischio di demenza: lo conferma uno studio di Harvard

Secondo uno studio Harvard pubblicato su JAMA, il consumo moderato di caffè o tè è legato a una migliore funzione cognitiva e può contribuire alla prevenzione della demenza

by Giacomo Camelia
7 Aprile 2026
Caffè con la Moka

Caffè con la Moka | alanews.it

Roma, 7 aprile 2026 – Bere due o tre tazze di caffè al giorno o una o due tazze di tè è associato a un significativo calo del rischio di demenza e a una migliore funzione cognitiva. A confermarlo è uno studio recentemente pubblicato sulla rivista JAMA da un team di ricercatori dell’Università di Harvard, con sede a Cambridge, Massachusetts, un ateneo tra i più prestigiosi al mondo.

I benefici del caffè e del tè sulla salute cerebrale

Il caffè contiene composti bioattivi come la caffeina e i polifenoli, che possono svolgere un ruolo neuroprotettivo. Questi elementi aiuterebbero a ridurre lo stress ossidativo e la neuroinfiammazione, due processi chiave coinvolti nel declino cognitivo. Inoltre, il consumo di caffè migliorerebbe la sensibilità all’insulina e la funzione vascolare, fattori che contribuiscono ulteriormente alla protezione del cervello. L’effetto protettivo è stato osservato con un consumo moderato, indicativamente di circa 2-3 tazze di caffè con caffeina o 1-2 tazze di tè al giorno.

Lo studio e l’importanza della prevenzione

Yu Zhang e colleghi hanno analizzato i dati provenienti da due ampi studi statunitensi, il Nurses’ Health Study e l’Health Professionals Follow-up Study, con un follow-up fino a 43 anni. Tra i 131.821 partecipanti, durante un periodo mediano di osservazione di 36,8 anni, sono stati diagnosticati 11.033 casi di demenza. Dopo aver corretto per vari fattori confondenti, è emerso che chi consumava più caffè con caffeina mostrava un rischio significativamente inferiore di sviluppare demenza (141 casi contro 330 ogni 100.000 anni-persona). Anche il consumo di tè ha mostrato associazioni simili, mentre il caffè decaffeinato non ha evidenziato effetti protettivi.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre 55 milioni di persone nel mondo convivono con una forma di demenza, numero destinato a salire a 75 milioni entro il 2030 e a 132 milioni entro il 2050. Al momento, le terapie disponibili sono limitate, rendendo la prevenzione – attraverso uno stile di vita sano, una dieta equilibrata e l’attività fisica – un elemento cruciale per contrastare il declino cognitivo.

L’Università di Harvard, fondata nel 1636 e tra i centri accademici più influenti a livello globale, conferma così il valore della ricerca scientifica nell’individuare strategie per migliorare la salute pubblica.

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