Genova, 2 marzo 2026 – Il dibattito sui benefici del caffè per il dimagrimento torna in primo piano grazie alle dichiarazioni dell’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova. Dopo aver chiarito il ruolo dell’acqua gassata nel metabolismo, Bassetti si è soffermato sulla bevanda simbolo dell’italianità, facendo luce su miti e realtà legate al suo consumo.
Il caffè e il metabolismo: un supporto, non una soluzione miracolosa
Intervistato dal Corriere della Sera, Bassetti ha spiegato come la caffeina, principale componente attiva del caffè, sia in grado di stimolare lievemente il metabolismo basale. Questo effetto deriva dalla capacità della caffeina di aumentare la produzione di calore e l’utilizzo dei grassi come fonte energetica, incrementando il dispendio calorico dal 3 al 12%. “Il caffè fa dimagrire? Detto così potrebbe essere fuorviante”, ha precisato l’esperto. La bevanda può essere un valido aiuto nel percorso di perdita di peso, ma non deve essere considerata una soluzione autonoma o miracolosa.
Il consumo senza zuccheri o aggiunte caloriche, come latte o panna, mantiene il caffè ricco di sostanze bioattive che vanno oltre la semplice stimolazione metabolica. In particolare, la caffeina agisce come un alcaloide capace di bloccare l’adenosina, molecola che induce sonnolenza e riduce l’attività neuronale, migliorando così vigilanza, attenzione e concentrazione. Per questo motivo il caffè è spesso un alleato durante lo studio o il lavoro prolungato.

Benefici antiossidanti e protettivi del caffè
Oltre alla caffeina, il caffè contiene polifenoli e altre molecole con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Questi composti aiutano a contrastare lo stress ossidativo e proteggono le cellule dai danni causati dai radicali liberi. Studi recenti hanno evidenziato una correlazione tra il consumo moderato di caffè e una minore incidenza di patologie cardiovascolari come infarto e ictus, nonché diabete di tipo 2.
Non meno importante è il ruolo protettivo ipotizzato contro le malattie neurodegenerative, tra cui Parkinson e Alzheimer. Anche la salute intestinale potrebbe beneficiare del caffè: i suoi componenti sembrano modulare la composizione del microbiota, influenzando positivamente il metabolismo, la risposta immunitaria e i processi infiammatori sistemici.
Aspettativa di vita e consumo moderato
Secondo le evidenze scientifiche raccolte, chi consuma regolarmente da due a quattro tazzine di caffè al giorno registra una riduzione della mortalità complessiva del 15-17%. Pur trattandosi di dati osservazionali che non dimostrano un nesso causale diretto, questi numeri suggeriscono un’associazione positiva tra consumo moderato di caffè e maggiore longevità.
Bassetti sottolinea che, pur non essendo una bevanda “miracolosa”, il caffè rappresenta un valido supporto per la salute se assunto con moderazione e senza eccessi calorici. Resta quindi una scelta saggia integrare il caffè in uno stile di vita equilibrato e un’alimentazione sana per beneficiare delle sue numerose proprietà.





