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Home Salute

Alzheimer, In Italia ci sono 4 milioni di pazienti: “È emergenza”

L’Alzheimer colpisce sempre più persone in Italia: ecco tutti i dati sui pazienti e sull'impatto sociale ed economico

by Federico Liberi
19 Settembre 2025
Alzheimer in Italia

Alzheimer in Italia Shutterstock - alanews

In Italia, l’Alzheimer coinvolge oltre quattro milioni di persone, rappresentando una vera e propria emergenza sociale. Oltre ai circa 1,2 milioni di pazienti affetti da demenza, si contano almeno 3 milioni di caregiver familiari, spesso lasciati soli ad affrontare un carico emotivo, psicologico ed economico gravoso. La Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio (SIGOT) richiama l’attenzione sull’importanza del supporto ai caregiver in vista della Giornata mondiale dell’Alzheimer, che si celebra ogni anno il 21 settembre.

L’impatto sociale ed economico dell’Alzheimer in Italia

Le demenze rappresentano una sfida crescente per il sistema sanitario e sociale italiano. Con un numero di pazienti destinato a superare i 2,5 milioni entro il 2040, la malattia assorbe risorse per circa 15 miliardi di euro all’anno, un onere che ricade quasi esclusivamente sulle famiglie. A questo si aggiunge il peso psicologico per i caregiver: studi internazionali evidenziano che il 40% di chi assiste un malato sviluppa sintomi di ansia o depressione, corrispondenti a oltre 1,2 milioni di persone in Italia.

Il Governo ha istituito un Fondo per l’Alzheimer e le demenze con una dotazione di 5 milioni di euro annui per il triennio 2021-2023, ma si sottolinea la necessità di far arrivare rapidamente queste risorse alle Regioni e di definire priorità chiare per l’assistenza e la prevenzione.

Diagnosi precoce, prevenzione e reti di supporto

La diagnosi precoce è considerata cruciale per ritardare la progressione della malattia e ottimizzare le risorse sanitarie. Secondo gli esperti, è necessario potenziare le reti territoriali con centri cognitivi diffusi, promuovere stili di vita sani e attività fisica, e creare comunità “dementia-friendly” in grado di accogliere e non isolare i malati.

L’immunoterapia con anticorpi monoclonali anti-amiloide, sebbene promettente, ha mostrato finora un effetto limitato nel rallentare il declino cognitivo. “La speranza nei farmaci innovativi è importante, ma non sufficiente”, afferma Lorenzo Palleschi, presidente della SIGOT, sottolineando l’importanza di un approccio integrato che includa anche il sostegno psicologico e servizi domiciliari strutturati per i caregiver.

Le associazioni di pazienti svolgono un ruolo fondamentale nel fornire supporto pratico e psicologico, aiutando le famiglie a orientarsi tra normative e servizi. Mario Possenti, segretario generale della Federazione Alzheimer Italia, evidenzia come la creazione di una rete assistenziale uniforme, la lotta allo stigma e il supporto ai caregiver siano priorità non più differibili per il nostro sistema sanitario e sociale.

In occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer 2025, si moltiplicano le iniziative di sensibilizzazione e formazione, volte a migliorare la qualità della vita dei malati e di chi li assiste quotidianamente.

Tags: Alzheimer

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