Sono 36 i casi segnalati di bambini che hanno manifestato sintomi compatibili con un avvelenamento da tossine dopo aver consumato latte in polvere per neonati ritirato dal mercato. A renderlo noto è l’Agenzia per la Sicurezza Sanitaria del Regno Unito (UKHSA), che ha ricevuto notifiche provenienti da diverse aree del Paese: 24 in Inghilterra, sette in Scozia, tre in Galles, uno in Irlanda del Nord e uno dalle dipendenze della Corona. I sintomi riportati — principalmente vomito e diarrea — sono stati collegati alla possibile presenza della cereulide, una tossina resistente al calore prodotta da alcuni ceppi del batterio Bacillus cereus.
Nestlé e Danone coinvolte nei richiami
Il mese scorso Nestlé ha annunciato il ritiro di oltre 60 lotti del latte in polvere SMA, inclusi prodotti per neonati e bambini piccoli, a seguito di timori legati alla contaminazione. La Food Standards Agency (FSA) ha successivamente confermato che l’ingrediente interessato era l’olio di acido arachidonico (ARA), fondamentale per lo sviluppo infantile e comunemente aggiunto alle formule per bambini non allattati al seno.
L’ultimo lotto richiamato riguarda confezioni da 800 grammi di SMA Advanced First Infant Milk (da consumarsi preferibilmente entro dicembre 2027, codice 53390346AB), distribuite esclusivamente in Irlanda del Nord. Tra gli altri prodotti coinvolti figurano diverse varianti della linea SMA, tra cui Anti Reflux, Alfamino, Comfort e Senza Lattosio.
Il 23 gennaio anche Danone ha richiamato un lotto del latte in polvere Aptamil, dopo aver rilevato un potenziale rischio di presenza della stessa tossina. Secondo la FSA, la contaminazione che ha portato a entrambi i richiami avrebbe origine da un fornitore terzo di ingredienti condiviso.
Latte in polvere contaminato: rischi per la salute e raccomandazioni delle autorità
L’UKHSA spiega che il Bacillus cereus è un batterio in grado di contaminare diversi alimenti e che, se lasciato proliferare, può produrre cereulide. I sintomi dell’intossicazione compaiono generalmente rapidamente — da 15 minuti fino a sei ore dopo l’ingestione — e nella maggior parte dei casi si risolvono entro 24 ore, purché non vi sia un’esposizione continuativa alla tossina.
Sebbene le complicazioni gravi siano rare, l’agenzia segnala alcuni casi di danni epatici o renali, disgregazione muscolare e insufficienza multiorgano, con un rischio maggiore per i bambini piccoli e le persone immunocompromesse.
La FSA ha invitato i consumatori a sospendere immediatamente l’uso dei prodotti interessati, a passare a un’alternativa sicura e a contattare il medico di base o il servizio sanitario NHS 111 nel caso in cui il bambino abbia già assunto il latte. Le indagini sulla fonte della contaminazione sono tuttora in corso.






