Napoli, 20 marzo 2026 – La città partenopea continua a fronteggiare una grave emergenza sanitaria legata all’epatite A, con un numero crescente di casi che ha spinto l’amministrazione comunale a emanare misure restrittive riguardanti il consumo di alimenti potenzialmente contaminati. Sono oltre 130 i casi registrati in Campania da febbraio, con circa 50 ricoveri all’ospedale Cotugno di Napoli, di cui 14 solo nelle ultime ore.
Emergenza sanitaria a Napoli: divieto sui frutti di mare crudi
Il sindaco Gaetano Manfredi, in carica dal 2021 e attuale presidente dell’ANCI, ha emesso un’ordinanza urgente che vieta la somministrazione e il consumo di frutti di mare crudi in tutti gli esercizi pubblici della città, inclusi i locali di vicinato e le attività di produzione per consumo immediato. Il provvedimento si estende anche al consumo domestico, fortemente sconsigliato dalle autorità sanitarie.
Questa decisione è stata presa in risposta alla nota del dipartimento di Prevenzione dell’ASL Napoli 1 Centro, che ha segnalato una diffusione del virus dell’epatite A superiore di dieci volte rispetto alla media degli ultimi dieci anni e quarantuno volte superiore rispetto all’ultimo triennio. L’ordinanza prevede inoltre un rafforzamento immediato dei controlli e sanzioni amministrative da 2.000 a 20.000 euro in caso di violazioni, con sospensione dell’attività da 1 a 30 giorni per recidiva.
Il virus dell’epatite A: trasmissione e prevenzione
L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus HAV, che si trasmette principalmente per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di acqua o cibo contaminati, in particolare molluschi bivalvi come cozze e vongole non sufficientemente cotti. Il virus è altamente resistente e può sopravvivere in ambienti acidi e a temperature fino a 60 °C.
I sintomi più comuni includono nausea, vomito, dolore addominale, ittero, urine scure e stanchezza persistente. I bambini spesso risultano asintomatici ma possono essere vettori di contagio. La malattia non cronicizza e, in genere, la guarigione è completa senza danni permanenti al fegato. Tuttavia, in soggetti anziani o con patologie epatiche preesistenti, il decorso può essere più severo.
La vaccinazione rimane lo strumento più efficace per la prevenzione, soprattutto per chi è stato a contatto con casi confermati o rientra in categorie a rischio. L’ASL raccomanda di rivolgersi immediatamente al medico di base o ai servizi di prevenzione in caso di esposizione.
Gaetano Manfredi, noto per la sua esperienza accademica come ex rettore dell’Università Federico II e per il ruolo ministeriale nella ricerca, guida con determinazione la città in questa fase critica, dimostrando un approccio rigoroso e scientifico alla gestione della crisi sanitaria in corso.
