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Lavrov, accordo sul Mar Nero elimini restrizioni russe

by Redazione
25 Marzo 2025
Lavrov, accordo sul Mar Nero elimini restrizioni russe

Lavrov, accordo sul Mar Nero elimini restrizioni russe - Kremlin.ru - Alanews.it

In un contesto geopolitico sempre più complesso, il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha delineato le posizioni di Mosca riguardo alle esportazioni agricole nel Mar Nero. Durante un’intervista trasmessa dalla televisione di Stato russa, Lavrov ha enfatizzato la necessità di un accordo che elimini le restrizioni attualmente imposte sulla Russia, sottolineando l’importanza di un mercato agricolo, in particolare per cereali e fertilizzanti, che sia “prevedibile” e sicuro. Questo è cruciale affinché nessuna nazione possa tentare di escludere Mosca da questi mercati vitali.

Le richieste della Russia

Lavrov ha dichiarato che, per riprendere l’iniziativa sulla sicurezza marittima nel Mar Nero, la Russia richiede “garanzie chiare”. Queste garanzie dovrebbero provenire da un ordine diretto di Washington a Kiev, evidenziando la complessità delle interconnessioni politiche attuali. La sua dichiarazione rappresenta un chiaro segnale della disponibilità della Russia a negoziare, ma con la condizione di ottenere rassicurazioni concrete su un futuro accordo. A tal proposito, il ministro ha accusato l’Occidente di aver cercato di “proteggere il più possibile l’Ucraina” e di punire la Federazione Russa nelle precedenti intese riguardanti la navigazione nel Mar Nero.

L’importanza del Mar Nero

Il Mar Nero è un punto cruciale per le esportazioni agricole russe e per la sicurezza alimentare globale. Lavrov ha richiamato l’attenzione sulla necessità di garantire l’accesso ai porti russi e di facilitare le esportazioni, essenziali non solo per l’economia russa, ma anche per molti paesi che dipendono dalle forniture agricole russe. In un contesto più ampio, il ministro ha fatto riferimento alla storia, sottolineando come il desiderio di contenere la Russia non sia una novità, richiamando esperienze passate con figure storiche come Napoleone e Hitler.

Colloqui e prospettive future

La situazione si complica ulteriormente con i colloqui attualmente in corso tra la delegazione ucraina e quella statunitense a Riad, guidata dal vice capo dell’ufficio presidenziale ucraino, Pavlo Palisa. Questi incontri si concentrano su questioni relative alla sicurezza del trasporto marittimo e alla protezione delle infrastrutture civili, cruciali per la stabilità della regione. Serhiy Leshchenko, consigliere del capo di gabinetto del presidente ucraino, ha rivelato che i colloqui hanno toccato vari punti, come la sicurezza dei porti, in particolare quelli di Kherson e Mykolaiv, gravemente colpiti dal conflitto.

Nonostante le conversazioni in corso, le prospettive di un accordo congiunto tra Russia e Stati Uniti sembrano lontane. Secondo Vladimir Chizhov, primo vice capo del Comitato di difesa e sicurezza del Consiglio della Federazione Russa, i colloqui di Riad non hanno portato a una dichiarazione congiunta a causa della posizione dell’Ucraina.

La sicurezza alimentare è diventata una preoccupazione centrale nel dialogo internazionale. Le interruzioni nella catena di fornitura di cereali e fertilizzanti possono avere ripercussioni devastanti non solo in Ucraina, ma in tutto il mondo. La domanda di cereali russi rimane alta, e il mercato globale attende chiarimenti sulle future politiche di esportazione. Le tensioni nella regione del Mar Nero coinvolgono anche paesi come Turchia e le nazioni dell’Unione Europea, tutte collegate da una rete complessa di dipendenze economiche.

In attesa di sviluppi futuri, la comunità internazionale osserva con attenzione la situazione, consapevole che le decisioni prese ora avranno un impatto duraturo sulle dinamiche globali. La Russia ha chiaramente espresso la sua determinazione a non essere esclusa dai mercati globali e a garantire la propria posizione nel panorama internazionale, mentre l’Occidente continua a cercare modi per gestire la crisi e sostenere l’Ucraina. La questione del Mar Nero non è solo una questione di accesso ai porti o di export di prodotti agricoli, ma rappresenta una battaglia più ampia per l’influenza geopolitica e la sicurezza regionale.

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