Roma, 26 gennaio 2026 – In vista del referendum sulla giustizia, il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), ha rivolto un accorato appello alla cittadinanza affinché partecipi al voto con consapevolezza e responsabilità. Nel suo intervento, Zuppi ha sottolineato l’essenzialità dell’autonomia e indipendenza dei giudici come pilastri imprescindibili per garantire un processo giusto e il mantenimento dell’equilibrio tra i poteri dello Stato.
L’appello di Zuppi alla partecipazione al referendum
In un contesto segnato da un diffuso disimpegno elettorale, il cardinale ha evidenziato l’importanza di non lasciarsi influenzare da “logiche parziali” e di informarsi approfonditamente sui temi in discussione. “Tutti noi parteciperemo, perché corresponsabili del bene comune del nostro Paese”, ha dichiarato, invitando gli italiani a riflettere sulla posta in gioco, che riguarda il presente e il futuro della società italiana.
Zuppi ha inoltre auspicato che, indipendentemente dall’esito referendario, rimanga viva l’attenzione sull’esercizio concreto della giurisdizione, centrale per la tutela della giustizia, che in Italia affronta ancora molte difficoltà. Il presidente della CEI ha infine richiamato l’importanza di un dialogo costruttivo e responsabile tra le forze sociali, culturali e politiche, volto a raggiungere il massimo consenso possibile su soluzioni condivise.
Autonomia dei giudici e separazione delle carriere
Tra i temi chiave del referendum vi sono la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici e l’assetto del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). Zuppi ha definito questi argomenti non solo rilevanti per la comunità ecclesiale, ma fondamentali per l’intera società civile. “Autonomia e indipendenza sono connotati essenziali per l’esercizio di un processo giusto”, ha affermato, ribadendo che tali valori devono essere perseguiti “pur nelle diverse possibili realizzazioni storiche e pluralità di opinioni e orientamenti”.
Il cardinale ha introdotto queste riflessioni nel corso dei lavori del Consiglio episcopale, sottolineando l’eredità preziosa lasciata dai padri costituenti nel mantenere l’equilibrio tra i poteri dello Stato, un patrimonio da custodire con impegno condiviso.
La posizione della Chiesa italiana contro l’antisemitismo
In vista del Giorno della Memoria, il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), ha espresso profonda preoccupazione per il crescente fenomeno di antisemitismo in Italia. Durante l’introduzione ai lavori del Consiglio episcopale permanente, Zuppi ha condannato con fermezza i recenti episodi ignobili di violenza e discriminazione che non trovano alcuna giustificazione, nemmeno alla luce delle drammatiche tensioni in Medio Oriente.
Il cardinale Zuppi ha sottolineato che, nonostante le giuste preoccupazioni per la situazione a Gaza e in Cisgiordania, nessuna motivazione può giustificare l’antisemitismo, fenomeno che rappresenta un grave ritorno a forme di odio e intolleranza che la società italiana e internazionale si impegnano da decenni a contrastare. La Chiesa italiana ribadisce la sua vicinanza a tutte le Comunità ebraiche del Paese e rinnova il proprio impegno attivo nel promuovere la cultura della pace e della convivenza.
Questa presa di posizione si inserisce nel contesto della commemorazione del Giorno della Memoria, celebrato il 27 gennaio, data scelta per ricordare la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz e le vittime della Shoah. La ricorrenza, istituita in Italia con la legge n. 211 del 20 luglio 2000, ha lo scopo di conservare la memoria di un tragico capitolo della storia europea e di prevenire il ripetersi di simili tragedie.

Il ruolo di Matteo Zuppi nella Chiesa e nella società
Matteo Maria Zuppi, nato a Roma nel 1955, è arcivescovo metropolita di Bologna dal 2015 e presidente della CEI dal maggio 2022. È noto per il suo impegno nella promozione della pace e del dialogo interreligioso, nonché per la sua attività di mediazione internazionale. Nel 2023, papa Francesco lo ha incaricato di una missione diplomatica per favorire la distensione nel conflitto in Ucraina.
In questi anni, Zuppi ha sempre sottolineato l’importanza di combattere ogni forma di odio sociale e discriminazione, temi al centro anche del suo libro pubblicato nel 2019, “Odierai il prossimo tuo come te stesso”. L’attenzione della Chiesa, sotto la sua guida, si concentra su un messaggio di speranza e inclusione, riaffermato anche nella recente celebrazione di fine anno giubilare a Bologna, dove ha invitato a non spegnere la speranza contro paura e scetticismo, ricordando che la Chiesa non ha nemici da combattere, ma solo persone da amare.
Con l’avvicinarsi del Giorno della Memoria, la Chiesa italiana rinnova dunque il proprio impegno a contrastare con determinazione ogni forma di antisemitismo, confermando il valore imprescindibile della memoria storica e della solidarietà verso tutte le comunità perseguitate.






