Roma, 14 marzo 2026 – Il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), ha rilasciato oggi importanti dichiarazioni sulla guerra e sulla necessità di non abituarsi a essa, sottolineando il rischio che essa possa trasformarsi in una spirale incontrollabile. L’intervista, rilasciata al Sole 24 Ore, arriva a seguito della giornata di preghiera e digiuno per la pace promossa proprio da Zuppi.
Zuppi, la guerra come spirale da evitare
“Non bisogna mai abituarsi alla guerra, che può diventare una spirale che poi nessuno riesce a controllare“, ha affermato il cardinale, ricordando come le vittime non debbano mai essere considerate semplici effetti collaterali. Zuppi ha ribadito il rifiuto della guerra come metodo per risolvere i conflitti, citando i reiterati appelli dei papi, incluso Papa Leone XIV, che ha preso il pontificato nel maggio 2025, a favore della pace e del cessate il fuoco.
Il cardinale ha evidenziato la terribile logica della guerra, definita “geometrica”, che porta a compiere azioni impensabili, e ha invitato ad accettare il cessate il fuoco per proteggere gli innocenti quotidianamente colpiti. “Dobbiamo farci parte di questa sofferenza e trovare altri modi per risolvere i conflitti”, ha aggiunto, richiamando la memoria della Seconda Guerra Mondiale e dei meccanismi internazionali istituiti per prevenire tali tragedie.
Un impegno costante per la pace
Matteo Maria Zuppi, nato a Roma nel 1955 e arcivescovo metropolita di Bologna dal 2015, è noto per il suo impegno nella diplomazia parallela e nelle iniziative di mediazione per la pace, come testimonia la sua storica mediazione in Mozambico negli anni ’90. Nel maggio 2023, Papa Francesco lo ha incaricato di guidare una missione diplomatica per allentare le tensioni nel conflitto in Ucraina, compiendo diversi viaggi diplomatici in varie capitali mondiali.
Il cardinale ha concluso affermando che considerare la pace un’utopia è un errore: “Se questo è utopico, allora è soltanto la logica della forza a prevalere”. Le sue parole confermano un impegno costante della Chiesa italiana e della Santa Sede per promuovere la pace in un mondo ancora segnato da numerosi conflitti.





