Sanremo, 9 marzo 2026 – Nel corso di un incontro a Sanremo, il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, ha affrontato diversi temi di grande attualità politica e istituzionale, tra cui la questione del terzo mandato per i sindaci nei Comuni sopra i quindicimila abitanti, le tensioni interne al centrodestra legate alle posizioni dell’europarlamentare Roberto Vannacci e le sfide della modernizzazione della pubblica amministrazione italiana.
Terzo mandato e limiti all’incarico dei sindaci
Interpellato sulla possibilità di un terzo mandato per i sindaci, tema particolarmente dibattuto a Imperia, dove il sindaco Claudio Scajola, attualmente al secondo mandato, potrebbe tentare una nuova candidatura, Zangrillo ha sottolineato l’importanza di garantire ai cittadini la libertà di scelta del proprio amministratore. Tuttavia, ha anche evidenziato la necessità di porre un limite ai mandati, richiamandosi all’esperienza storica di varie organizzazioni e alla politica stessa: «Bisogna evitare di creare posizioni di rendita, che poi incidono sull’efficacia dell’azione amministrativa». Il ministro ha precisato che non esiste una posizione univoca e che sul tema si dovrà cercare una intesa tra le diverse sensibilità politiche.
La critica di Zangrillo alle posizioni di Vannacci
Sempre a Sanremo, durante un dibattito sulla Giustizia, il ministro Zangrillo ha commentato anche le posizioni dell’europarlamentare Roberto Vannacci, ex generale e fondatore del nuovo movimento politico Futuro Nazionale. Zangrillo ha riconosciuto la libertà di Vannacci di esprimere le proprie idee in un Paese democratico, ma ha sottolineato come molte delle sue posizioni risultino «in gran parte incompatibili con il pensiero del centrodestra». In particolare, Vannacci, dopo aver lasciato la Lega, ha fondato un nuovo partito di destra, caratterizzato da tematiche fortemente conservatrici e nazionaliste, con toni spesso controversi e che hanno suscitato ampie discussioni nel panorama politico nazionale.
Modernizzazione della pubblica amministrazione e riforma della Giustizia
Paolo Zangrillo ha inoltre illustrato le priorità del suo ministero per il futuro della pubblica amministrazione, evidenziando un piano di modernizzazione e turnover che interesserà circa un milione di dipendenti pubblici entro il 2032, in vista dei pensionamenti previsti. Il ministro ha ricordato i progressi fatti negli ultimi anni, come l’accelerazione nei rinnovi contrattuali, l’investimento di 30 miliardi di euro per i contratti pubblici e le iniziative per rendere più snella e agile la relazione tra amministrazione, cittadini e imprese.
Sul fronte della giustizia, Zangrillo ha ribadito l’impegno del governo per la separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante, obiettivo centrale del referendum promosso dal centrodestra. Ha sottolineato la necessità di introdurre il criterio del merito anche nella valutazione dei magistrati, per garantire un sistema di giudizio chiaro e solido, auspicando così una magistratura autonoma e indipendente, libera dalle influenze politiche e capace di assicurare un giudice terzo ed equidistante tra accusa e difesa.
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