Roma, 9 gennaio 2026 – Dopo un decennio di negoziati, l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il blocco del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay, con il Venezuela ancora in sospeso) continua a rappresentare un dossier complesso e delicato. La firma, originariamente prevista per dicembre 2025, è stata posticipata a gennaio 2026 per permettere un riesame approfondito delle clausole e delle salvaguardie, soprattutto a tutela dei settori agricoli europei più esposti. Al centro della discussione italiana restano le posizioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del vicepresidente con delega alle Infrastrutture e ai Trasporti, nonché leader della Lega, Matteo Salvini, che continua a manifestare forti riserve sull’intesa.
Mercosur, Meloni conferma il sostegno all’accordo ma chiede garanzie
Al termine del recente vertice del Consiglio europeo a Bruxelles, la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ha spiegato che il rinvio della firma non è un fallimento, bensì una misura necessaria per “fare le cose per bene”. In tale contesto, Giorgia Meloni ha ribadito la disponibilità dell’Italia a sottoscrivere l’accordo, ma con l’obiettivo di raggiungere un “equilibrio sostenibile” che garantisca adeguate salvaguardie ai produttori agricoli nazionali. Meloni ha sottolineato l’importanza di queste tre settimane di ulteriore negoziazione, volte a fornire risposte concrete alle richieste della filiera agricola italiana.
Questa posizione si inserisce in un quadro più ampio di prudenza e di tutela degli interessi nazionali, pur mantenendo un’apertura verso un’intesa che è considerata “di cruciale importanza per l’Europa, dal punto di vista economico, diplomatico e geopolitico”. La stessa presidente del Consiglio ha preferito dialogare con Coldiretti, principale organizzazione agricola italiana, piuttosto che con Confindustria, riflettendo una scelta politica che privilegia la salvaguardia del comparto primario.

Lega rompe con il governo e avvia battaglia parlamentare
Diversa è la posizione del partito guidato da Matteo Salvini, che ha annunciato una netta rottura con l’esecutivo sul Mercosur. La Lega ha dichiarato che intraprenderà una battaglia politica in Parlamento per ostacolare l’approvazione dell’accordo, considerandolo un pericolo per la competitività e la sopravvivenza dei produttori agricoli italiani. A Milano, in concomitanza con le discussioni parlamentari, si sono svolte manifestazioni di protesta con trattori in piazza, simbolo della contrarietà degli agricoltori all’intesa.
Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, pur facendo parte del governo Meloni, mantiene un profilo critico sull’accordo, riflettendo le pressioni interne del suo partito e delle categorie produttive rappresentate.

Il contesto geopolitico e le implicazioni economiche
L’accordo UE-Mercosur va inquadrato anche in una prospettiva geopolitica globale, in cui l’Unione Europea cerca di rafforzare la propria autonomia strategica e di diversificare i rapporti commerciali in un contesto internazionale sempre più incerto. Dopo aver consolidato intese con il Canada e il Messico, l’UE mira a estendere la propria influenza in Sud America, tradizionalmente area di influenza degli USA.
La Commissione europea ha introdotto clausole di salvaguardia e meccanismi di freno automatico per prevenire squilibri di mercato, misure che mirano a rispondere alle crescenti barriere commerciali e dazi imposti da altri attori globali, come gli USA e la Cina.
Tuttavia, le resistenze interne, soprattutto di Francia e Italia, rimangono un ostacolo. L’Italia, pur frenando, non ha posto veti e continua a lavorare per limare l’accordo in modo da tutelare le proprie produzioni agricole, riconoscendo al tempo stesso l’importanza dell’intesa come strumento di politica economica e diplomatica europea.






