Roma, 10 aprile 2026 – Si è svolto oggi negli uffici Mediaset di Cologno Monzese un incontro di circa quattro ore tra Marina e Pier Silvio Berlusconi, Antonio Tajani, Gianni Letta e Danilo Pellegrino, Amministratore Delegato di Fininvest, volto a discutere della situazione interna di Forza Italia e del futuro assetto del partito. Nonostante la lunga durata, il tema più atteso, ossia la nomina del nuovo capogruppo di Forza Italia alla Camera, non ha trovato ancora una definizione ufficiale, mantenendo in primo piano il nome di Enrico Costa.
Il confronto in casa Forza Italia: clima di amicizia, ma nodi aperti tra Tajani e Berlusconi
Secondo la nota ufficiale del partito, l’incontro si è svolto “in un clima di grande amicizia e cordialità” e dai figli maggiori di Silvio Berlusconi è stata ribadita la “fiducia” nel leader, con una visione condivisa per il rilancio di Forza Italia. Tuttavia, fonti parlamentari riferiscono che il confronto è stato “decisamente complesso e franco”, con diversi nodi ancora da sciogliere, tra cui quello cruciale dei congressi regionali.
La riunione, che si è svolta in modo allargato rispetto ai precedenti incontri tenuti nella residenza milanese di Marina Berlusconi, ha visto la partecipazione di Pellegrino, la cui presenza non ha destato sorpresa agli addetti ai lavori visto che il manager è sempre stato coinvolto negli incontri con la primogenita del Cavaliere. A lui si attribuisce anche un ruolo strategico nell’attività di scouting in vista delle prossime elezioni politiche, con una raccolta di curriculum per individuare volti “nuovi” e “affidabili”.
Marina e Pier Silvio Berlusconi avrebbero ribadito a Tajani la necessità di una “rivoluzione” nel partito, chiedendo di temporeggiare sul congresso nazionale e di procedere con i congressi locali solo dove c’è un’intesa chiara. Situazioni di fibrillazione si registrano in diverse regioni, tra cui Puglia, Sicilia, Campania, Lombardia e Sardegna, con particolare attenzione ai problemi del partito nel Sud Italia. Su questo punto, Tajani pare abbia mantenuto una posizione più rigida, cercando di imporre una linea più ferma.
Il nodo capogruppo e la sfida interna
Dopo la recente sostituzione del capogruppo al Senato, il prossimo passo sarà replicare l’operazione alla Camera. Fonti vicine a Tajani dichiarano che il nome di Enrico Costa è ancora in pole position per la leadership del gruppo parlamentare, ma che il vicepremier ha chiesto tempo per effettuare una serie di verifiche con i deputati azzurri. Questa richiesta di prudenza riflette la delicatezza della situazione, considerando le perplessità di alcuni deputati verso Costa, legate anche ai suoi due addii a Forza Italia prima del suo ritorno nel 2024.
La possibilità di una votazione interna sul nome del capogruppo è messa sul tavolo da parte di chi teme che una sostituzione “a freddo” possa spaccare il gruppo. Diversi altri nomi, come Giorgio Mulè, Deborah Bergamini, Pietro Pittalis e Raffaele Nevi, sono stati valutati nel corso di questa fase di confronto, senza però arrivare a una sintesi definitiva. Alla fine, sembra che Gianni Letta abbia ricevuto il compito di facilitare la ricerca di un accordo.
Il futuro di Paolo Barelli
Resta inoltre da definire il futuro politico di Paolo Barelli, attuale capogruppo alla Camera. Il suo nome è già circolato nei retroscena relativi a un possibile rimpasto di sottosegretari nel governo. Non è escluso che Barelli possa assumere la presidenza della commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria, ruolo che potrebbe derivare da un cambio di casella politica con un altro deputato di Forza Italia, Maurizio Casasco.
In questo quadro complesso, un alto esponente del partito ha sottolineato che le decisioni più importanti, in particolare quelle riguardanti i congressi, dovranno passare attraverso gli organi ufficiali di Forza Italia e non potranno essere imposte “da Cologno e calate dall’alto”.
L’attuale situazione riflette una fase di delicato equilibrio interno, in cui la famiglia Berlusconi continua a esercitare una forte influenza, ma in cui è evidente la necessità di un confronto più ampio e strutturato per definire il futuro strategico del partito e la guida parlamentare.






