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Home Politica

Vertice di Kiev, Gentiloni: “Mi dispiace che l’Italia non fosse in prima linea”

by Alessandro Bolzani
15 Maggio 2025
Paolo Gentiloni

Paolo Gentiloni | Photo by European Commission (Lukasz Kobus) licensed under CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/deed.en) - Alanews.it

Roma, 15 Maggio – L’ex presidente del Consiglio ha sottolineato l’importanza della cooperazione europea e ha avvertito sulla necessità di una difesa comune. Ha esclamato che senza un’azione immediata, l’Europa rischia di rimanere a guardare, mentre il mondo cambia sotto la pressione delle grandi potenze

Il recente vertice di Kiev ha rappresentato un momento cruciale per l’Europa, ma l’assenza dell’Italia ha sollevato preoccupazioni. Paolo Gentiloni, ex presidente del Consiglio e attuale commissario europeo per l’Economia, ha espresso il suo rammarico per la mancanza di rappresentanza italiana in un contesto così significativo. Durante l’incontro, leader europei come Macron, Starmer, Merz e Tusk hanno discusso strategie fondamentali per il sostegno all’Ucraina e la sicurezza del continente. Gentiloni ha sottolineato l’importanza di un coinvolgimento attivo dell’Italia nei processi di pace e nelle strategie di difesa comune.

La necessità di un ruolo attivo dell’Italia

In un’intervista al programma “Start” di Sky Tg24, Gentiloni ha dichiarato che la presenza di leader europei a Kiev era essenziale, specialmente in un momento in cui gli Stati Uniti sembravano meno coinvolti. Ha ribadito che l’Europa deve assumere un ruolo più proattivo per garantire un sostegno concreto all’Ucraina. “Mi dispiace che l’Italia non fosse in prima linea”, ha affermato, evidenziando l’importanza di non essere semplici spettatori in un contesto internazionale in rapido cambiamento. Gentiloni ha anche menzionato la richiesta di una tregua di 30 giorni per favorire una pace duratura, avvertendo che accordi temporanei come quelli di Minsk non hanno portato stabilità.

Rischi per l’ordine mondiale

Gentiloni ha avvertito che l’attuale ordine mondiale è sotto minaccia, con le grandi potenze che operano secondo logiche di forza e tecnologia. Se l’Europa continua a rimanere passiva, le piccole e medie potenze potrebbero prendere il controllo degli sviluppi geopolitici nel continente. In merito alla difesa comune europea, l’ex premier ha affermato che è essenziale agire ora per evitare difficoltà future. Il dibattito sul famoso 2% del PIL da destinare alla NATO, discusso per oltre un decennio, non è sufficiente; l’obiettivo deve essere una vera e propria difesa comune europea con fondi europei condivisi.

Verso una maggiore coesione europea

Gentiloni ha chiesto una maggiore coesione tra i paesi dell’Unione Europea, sottolineando che una difesa comune è cruciale per affrontare le sfide globali che si profilano all’orizzonte. La sua posizione riflette una crescente preoccupazione tra i leader europei riguardo alla stabilità e alla sicurezza continentale. In un contesto dove le trasformazioni geopolitiche potrebbero influenzare profondamente il futuro dell’Europa, la necessità di un’azione coordinata e decisiva diventa sempre più evidente.

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