Roma, 2 febbraio 2026 – Roberto Vannacci, eurodeputato e vicesegretario federale della Lega per Salvini Premier, ha risposto con fermezza al ricorso presentato da Francesco Giubilei, presidente del movimento politico e culturale Nazione Futura, che ha impugnato il simbolo politico di Vannacci per presunta somiglianza con il proprio. Attraverso un post sui social, Vannacci ha liquidato la questione con un secco “menefrego”, sottolineando come, a suo avviso, Giubilei utilizzi questa controversia “insulsa e infondata” per incrementare il numero degli iscritti al suo movimento, definendo la mossa come un segnale di paura.
La disputa sul simbolo politico: Vannacci e Nazione Futura a confronto
La polemica nasce dall’impugnazione del simbolo elettorale utilizzato da Vannacci, ritenuto troppo simile da Giubilei al marchio di Nazione Futura, fondato nel 2017 e divenuto nel tempo un punto di riferimento per il conservatorismo italiano. Giubilei, editore e docente universitario, è una figura di spicco nel panorama delle idee conservatrici, noto anche per la sua attività di opinionista e per aver ricoperto ruoli di consulenza presso il Ministero della Cultura. La sua azione legale mira a tutelare l’identità visiva e politica del proprio movimento.
Dall’altra parte, Roberto Vannacci, ex generale e figura di rilievo nella Lega, in carica come vicesegretario federale dal 2025 e eurodeputato eletto nel 2024, respinge categoricamente l’accusa. Vannacci è noto per la sua carriera militare e per le posizioni spesso controverse espresse nel suo libro “Il mondo al contrario”, che gli è valso critiche e una sospensione dall’Esercito italiano.
Il contesto politico e culturale della battaglia simbolica
La controversia tra Vannacci e Giubilei si inserisce in un contesto più ampio di lotte politiche e culturali nel centrodestra italiano, dove temi come il conservatorismo, la sovranità energetica e la tutela ambientale sono al centro del dibattito. Nazione Futura si presenta come un movimento di idee che intende rappresentare una destra conservatrice moderna, mentre la Lega continua a rafforzare la propria presenza istituzionale anche a livello europeo.
L’episodio mette in luce le tensioni interne a questo mondo politico e culturale, dove la difesa delle proprie identità e simboli diventa strategica in vista delle prossime sfide elettorali. Le parole di Vannacci, che definisce la mossa di Giubilei una manifestazione di «paura», sottolineano la durezza del confronto e la volontà di mantenere salda la propria posizione senza compromessi.
In sintesi, la querelle tra i due esponenti rappresenta un esempio delle dinamiche di competizione politica e simbolica che animano il panorama conservatore italiano nel 2026, riflettendo anche le diverse anime e strategie all’interno della coalizione di centrodestra.






