Bruxelles, 24 febbraio 2026 – Roberto Vannacci, ex eurodeputato della Lega e generale in pensione, ha ufficialmente annunciato la sua adesione al gruppo parlamentare dell’Europa delle Nazioni Sovrane (ENS) durante una conferenza stampa tenutasi al Parlamento europeo. Contestualmente, ha ribadito la sua posizione politica e lo status attuale del suo partito, Futuro Nazionale.
Vannacci: “Il mio partito cammina da solo, nessuna coalizione per ora“
Nel corso dell’incontro con la stampa, Vannacci ha chiarito che al momento non fa parte di alcuna coalizione politica e che il suo partito, appena fondato, si sta ancora affermando nel panorama politico nazionale. “Futuro Nazionale cammina sulle sue gambe e da solo”, ha affermato il generale, sottolineando inoltre il suo voto di fiducia al governo attuale, definito “il meno peggio”, ma ha aggiunto di volere “di meglio per i miei figli e per l’Italia”.
L’eurodeputato ha inoltre illustrato i cardini della sua azione politica all’interno del gruppo sovranista, che include deputati di estrema destra come quelli dell’AfD tedesco: “Difenderemo la sovranità nazionale contro il federalismo europeo, puntando a rimuovere quella che definisce la ‘più grande truffa dell’Ue’, ovvero il Green Deal. Intendiamo preservare le tradizioni greco-romane che hanno da sempre caratterizzato l’Europa”. Vannacci ha inoltre espresso una posizione netta sul tema dell’immigrazione, evidenziandone l’impatto culturale oltre che economico.
Durante la stessa conferenza stampa, René Aust, eurodeputato tedesco e co-presidente di Esn, ha confermato che Vannacci condivide con il gruppo “poche differenze di opinione” soprattutto in materia di politica economica e estera. Aust ha ricordato come AfD, partito tedesco di riferimento nel gruppo, sia passato da realtà marginale a principale forza politica in Germania, augurando a Vannacci un percorso di successo simile.

Futuro Nazionale, un partito in crescita ma fuori dalla coalizione di governo
Secondo gli ultimi sondaggi, il partito di Vannacci oscilla tra il 2% e il 4,5% di consenso, con alcuni istituti che lo collocano intorno al 4,2%. Tuttavia, al momento non è prevista alcuna sua inclusione nella maggioranza di governo guidata da Fratelli d’Italia e Lega. Matteo Salvini, dopo l’uscita di Vannacci dalla Lega, ha posto un veto netto: il partito del generale non farà parte della coalizione, definendo la Lega “una forza di governo” e sottolineando che “fuori dalla Lega c’è il deserto”.
Il generale, che ha lasciato l’esercito nel 2025 dopo una lunga carriera militare culminata con il grado di generale di divisione, è ora impegnato nella costruzione di un movimento politico autonomo, con una forte connotazione sovranista e nazionalista, che punta a sfidare i principali partiti di centrodestra alle prossime elezioni politiche del 2027.
Nel gruppo dell’Europa delle Nazioni Sovrane, Vannacci ha trovato una nuova dimensione parlamentare, condividendo principi e ideali con altri movimenti sovranisti europei di estrema destra, come confermato dal capogruppo Rene Aust durante la conferenza stampa a Bruxelles.

Vannacci: il governo italiano troppo moderato
Roberto Vannacci, ex eurodeputato della Lega e ora membro del gruppo Europa delle Nazioni Sovrane (Esn), ha espresso critiche nette nei confronti dell’attuale governo italiano, giudicato “non abbastanza di destra“. Lo ha dichiarato durante una conferenza stampa al Parlamento europeo, nel contesto della sua recente adesione al gruppo Esn.
Secondo Vannacci, l’attuale esecutivo “non è abbastanza a destra“, sottolineando come “un suo esponente in Italia stia lottando per portare avanti lo Ius Scholae“, misura che lui contrasta fermamente. Ha ribadito la necessità di bloccare “l’immigrazione di massa clandestina e incontrollata” e di eliminare ogni riferimento al Green Deal, posizioni che – a suo dire – sono invece condivise dai Patrioti del Parlamento europeo.
L’ex generale e politico ha inoltre evidenziato le divergenze con la coalizione del Partito Popolare Europeo (Ppe), in particolare rispetto a votazioni su temi di identità di genere, citando come esempio il voto di alcuni esponenti Ppe che considerano le persone trans come donne. “Su questo e altri punti – ha aggiunto – continuiamo ad avere forti divergenze“.
Posizione sulla guerra in Ucraina
Vannacci si è inoltre espresso sulla guerra in Ucraina, dichiarando di aver votato contro il prestito all’Ucraina. Ha spiegato che la strategia perseguita negli ultimi quattro anni non ha prodotto risultati, con l’esercito russo che avanza. Ha escluso categoricamente la possibilità di un coinvolgimento diretto della NATO nel conflitto, affermando: “Non si può prendere in considerazione di mandare a morire i nostri figli per Kiev“.
Queste affermazioni si inseriscono nel quadro di un politico e militare di lungo corso, con un passato da generale di divisione dell’Esercito Italiano e un’esperienza pluriennale in operazioni internazionali, da Somalia a Afghanistan e Iraq. Dal 2024 eurodeputato e fondatore del partito Futuro Nazionale nel 2026, Vannacci continua a rappresentare una voce critica e netta all’interno della destra italiana ed europea.






