Roma, 15 gennaio 2026 – Rossano Sasso, deputato della Lega, ha espresso con fermezza il proprio dissenso nei confronti della risoluzione di maggioranza sulla proroga degli aiuti militari e finanziari all’Ucraina. Nel corso del voto in Parlamento, Sasso ha scelto di votare no, evidenziando una posizione critica rispetto alle politiche attuali di sostegno al presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Il no di Rossano Sasso all’invio di armi e fondi a Zelensky
Durante le comunicazioni del ministro della Difesa, Guido Crosetto, Sasso ha dichiarato: “Ho votato no all’invio di soldi e armi a Zelensky. Qual è l’interesse nazionale? Quello di accettare ciò che ci impongono la Von der Leyen e Macron, o quello che vogliono gli italiani?” Il deputato ha sottolineato come la maggioranza degli italiani, secondo lui, preferirebbe una diminuzione dell’impegno italiano nel conflitto e ha aggiunto che continuare a fornire armi e risorse non favorisce il processo di pace: “la pace ottenuta oggi sarà sempre meglio di quella di domani, perché più passano i giorni più le condizioni per raggiungerla saranno peggiori per gli Ucraini“.
Sasso ha inoltre richiamato l’attenzione su questioni interne, parlando della gestione dell’immigrazione e dei problemi di sicurezza nel Paese. Ha definito necessaria una maggiore attenzione all’“Italia”, piuttosto che all’“Ucraina”, affermando che un decreto nazionale sarebbe più appropriato rispetto al cosiddetto “decreto Ucraina”.
Dissidenti nella Lega e contestazioni esterne
Non è stato l’unico esponente della Lega a mostrarsi critico: anche il deputato Edoardo Ziello ha votato contro la risoluzione, motivando il suo no come un atto di coerenza politica. Al Senato, invece, si è registrata la dissociazione del senatore Claudio Borghi, mentre altri membri del partito hanno confermato il sostegno alla maggioranza.
La questione ha suscitato reazioni anche all’esterno del Parlamento: davanti a Montecitorio, alcuni manifestanti hanno esposto uno striscione con la scritta “Basta finanziamenti a Kiev per le armi. Le risorse per i cittadini italiani“, riflettendo un malcontento diffuso tra alcune frange dell’opinione pubblica.






