Kiev, 24 febbraio 2026 – L’Europa deve rappresentarsi con una voce unitaria e autorevole nei negoziati con la Russia e nei futuri colloqui per il post-guerra in Ucraina. Questo è stato uno dei punti chiave dell’intervento della presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, durante la riunione in videoconferenza della Coalizione dei Volenterosi, svoltasi oggi pomeriggio. Secondo fonti qualificate presenti all’incontro, tale posizione ha ottenuto consenso unanime, senza opposizioni.
Meloni: necessità di un inviato europeo unico per l’Ucraina
Nel suo intervento, Giorgia Meloni ha sottolineato l’importanza che l’Europa si presenti compatta e coesa, esprimendo una rappresentanza unica nei negoziati di pace con Mosca. La premier ha evidenziato che questa figura dovrà avere il mandato di partecipare attivamente alle trattative per definire il futuro assetto geopolitico post-conflitto in Ucraina. La richiesta si inserisce in un contesto di crescente impegno europeo, dove la Coalizione dei Volenterosi, composta da trentuno Paesi guidati da Francia e Regno Unito, ha assunto un ruolo di primo piano nel fornire garanzie di sicurezza a Kiev. Tuttavia, la posizione italiana rimane ferma nel non inviare truppe sul terreno, mentre si spinge per un rafforzamento del sostegno politico e diplomatico.
La coalizione e il quadro internazionale
La riunione odierna si colloca in un momento di forte tensione e complessità diplomatica. Mentre continuano i colloqui tra delegazioni russe, statunitensi e ucraine, con un possibile nuovo incontro a Miami nel fine settimana tra rappresentanti di Washington e Mosca, l’Europa si prepara a un ruolo più incisivo nel sostegno all’Ucraina. Dagli incontri precedenti è emersa la necessità di una forza di rassicurazione europea, concepita non come missione di peacekeeping, ma come deterrente militare contro eventuali nuove aggressioni russe. Tuttavia, la mancanza di unanimità tra gli Stati membri sul coinvolgimento diretto nelle operazioni militari complicano la definizione di una strategia comune.
L’intervento di Meloni ha fatto quindi da elemento di equilibrio, riaffermando il sostegno politico italiano senza impegnare il Paese in azioni militari, in linea con la posizione espressa in Parlamento e con l’attenzione al rispetto delle regole del diritto internazionale. La richiesta di un inviato europeo unico rappresenta un passo verso una maggiore coesione politica, funzionale anche a facilitare i negoziati di pace e a garantire un futuro di stabilità per l’Ucraina e per l’intero continente.





