Roma, 14 gennaio 2026 – Il Parlamento italiano si prepara a discutere domani, 15 gennaio, una giornata di intensa attività dedicata al dossier Ucraina, con la presentazione di quattro risoluzioni da parte delle opposizioni e una risoluzione unitaria della maggioranza di centrodestra. L’esame avverrà dopo le comunicazioni del ministro della Difesa, Guido Crosetto, in merito alla proroga dell’autorizzazione all’invio di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari a sostegno di Kiev.
Il quadro delle risoluzioni parlamentari sull’Ucraina
Le opposizioni, rappresentate da Partito Democratico (PD), Movimento 5 Stelle (M5S), Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e Azione, presenteranno quattro diverse risoluzioni, ciascuna con una propria linea politica. Il documento del PD ribadisce in cinque punti il sostegno all’Ucraina, chiedendo al governo di impegnarsi per iniziative diplomatiche europee volte a garantire una pace giusta, che tuteli l’autodeterminazione ucraina e l’ordine internazionale basato sulle regole. Il partito conferma inoltre il pieno supporto alle istituzioni di Kiev attraverso ogni forma di assistenza, sottolinea l’importanza della ricostruzione post-bellica e sostiene il percorso di adesione europea dell’Ucraina. Inoltre, il PD si impegna a promuovere azioni di solidarietà per i cittadini russi perseguitati o costretti a fuggire per aver protestato contro la guerra.
In netta contrapposizione, la risoluzione di AVS chiede di interrompere la cessione di armamenti militari, fatta eccezione per materiali logistici, sanitari e di protezione civile, e richiede trasparenza totale sulle forniture militari italiane all’Ucraina, assicurando al Parlamento un’informazione completa. La posizione del M5S, ancora in attesa di dettagli ufficiali, dovrebbe posizionarsi anch’essa in un’ottica più critica rispetto all’invio di armi. Azione, invece, sollecita che nel 2026 il governo stanzi risorse adeguate per il sostegno militare, finanziario e umanitario al Paese in guerra.
Sul fronte della maggioranza, la risoluzione unitaria del centrodestra, che ha trovato l’intesa anche grazie all’accoglimento della linea della Lega, si concentra prevalentemente sul tema della difesa, evitando di enfatizzare aspetti legati all’attacco o alla guerra. Lo ha sottolineato Matteo Salvini, evidenziando come la risoluzione rifletta la richiesta di un approccio più difensivo e meno aggressivo.
Le comunicazioni del ministro Crosetto
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che guida il dicastero dal 22 ottobre 2022 nel governo Meloni, illustrerà in Aula le ragioni della proroga dell’autorizzazione all’invio di mezzi militari all’Ucraina. Crosetto, con un passato politico consolidato nel centrodestra e una lunga esperienza in ambito economico e industriale, è una figura centrale nelle decisioni italiane sul sostegno militare a Kiev.
Le comunicazioni di Crosetto si inseriscono in un contesto internazionale complesso, segnato da continue tensioni e da un conflitto che ha visto nel 2025 un aumento senza precedenti delle perdite russe, stimate tra i 243.000 e i 352.000 soldati, secondo recenti analisi. Nel frattempo, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, continua a mantenere una linea di sostegno moderato all’Ucraina, sottolineando che l’Italia non invierà truppe sul campo, e che l’impegno italiano si concentra sul supporto militare e diplomatico.
L’attenzione del Parlamento italiano sul dossier Ucraina è dunque alta, e la discussione delle diverse risoluzioni evidenzia le spaccature politiche interne, che riflettono le più ampie tensioni europee ed internazionali sul conflitto in corso. Domani sarà un momento chiave per definire la posizione italiana e il ruolo del Paese nel contesto della politica estera e della sicurezza europea.






