Roma, 13 aprile 2026 – Si accende una nuova tensione internazionale dopo le dichiarazioni rilasciate dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nei confronti di Papa Leone XIV, che hanno suscitato reazioni immediate e forti da parte della politica italiana e della comunità ecclesiastica. La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana (Cei) ha espresso rammarico per le parole del leader statunitense, ribadendo il rispetto dovuto al Pontefice come figura spirituale e non come controparte politica.
La dura presa di posizione della Cei e le parole del Papa
La Presidenza della Cei ha condannato con fermezza le affermazioni recentemente rivolte dal Presidente Trump al Pontefice, sottolineando che il Papa non è una figura politica, ma il successore di Pietro, incaricato a servire il Vangelo, la verità e la pace. «In un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali, la sua voce rappresenta un richiamo esigente alla dignità della persona, al dialogo e alla responsabilità», si legge nel comunicato. Le Chiese presenti in Italia hanno rinnovato al Papa la loro vicinanza e affetto, auspicando rispetto da parte di tutti per la sua persona e il suo ministero.
Sempre durante il volo da Roma ad Algeri, Papa Leone XIV ha commentato l’attacco di Trump, dichiarando: «Non penso si possa abusare del Vangelo nel modo in cui alcune persone stanno facendo». Il Pontefice ha invitato a trarre le proprie conclusioni rispetto alle parole del Presidente Usa, ma ha chiarito di non avere intenzione di entrare in un dibattito diretto con lui, ribadendo la sua missione di parlare ad alta voce contro la guerra e per la pace.
La reazione politica italiana: solidarietà diffusa, ma non da Meloni
Le reazioni politiche in Italia si sono rapidamente susseguite, con espressioni di solidarietà al Papa da parte di diversi esponenti e partiti. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha definito gli attacchi di Trump come «gravissimi» e ha sottolineato che insultare il Pontefice per il suo richiamo alla pace e alla dignità umana è un atto di arroganza intollerabile. Anche l’ex premier Matteo Renzi ha condannato l’aggressione verbale del Presidente Usa, sottolineando che difendere Papa Leone XIV è un dovere non solo per i cattolici ma anche per i laici, e ha invitato i leader della destra italiana, come Antonio Tajani e Matteo Salvini, a prendere una posizione chiara.
Proprio il vicepremier Matteo Salvini ha commentato a Telelombardia che attaccare il Papa, «uomo simbolo di pace e guida spirituale per miliardi di cattolici», non è una cosa «utile e intelligente». Tuttavia, si segnala come il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, abbia mantenuto un silenzio significativo sulla questione, limitandosi a formulare un semplice augurio di buon viaggio al Pontefice in Africa, senza condannare esplicitamente gli attacchi di Trump. Questa assenza di presa di posizione ha suscitato critiche da parte di Angelo Bonelli, deputato e co-portavoce di Europa Verde, che ha definito «vergognoso» il silenzio della leader di Fratelli d’Italia, invitandola a richiamare l’ambasciatore americano e a pretendere scuse formali.
Bonelli ha inoltre definito Donald Trump un presidente «fuori controllo», accusandolo di blasfemia per aver pubblicato immagini di sé stesso vestito da Papa e da Gesù in atteggiamenti irriverenti. Secondo il deputato, la politica della destra globale, con Meloni in testa, si sta rendendo responsabile di «guerre, povertà e destabilizzazione del mondo intero», e ha chiesto ai governi di ribellarsi a questa deriva.
Le reazioni internazionali allo scontro tra Papa Leone e Trump e il ruolo della Chiesa americana
Anche dall’estero sono arrivate prese di posizione significative. L’arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza episcopale statunitense, ha espresso il proprio sconforto per le parole denigratorie di Trump verso il Papa, ricordando che il Pontefice non è un rivale politico ma il Vicario di Cristo che parla dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime. La solidarietà alla figura di Papa Leone XIV è quindi un sentimento condiviso anche da molti vescovi e fedeli oltreoceano.
Questa nuova controversia si inserisce in un contesto internazionale e politico complesso, in cui la figura del Papa rappresenta un punto di riferimento morale e spirituale ben oltre i confini religiosi, mentre le tensioni tra politica e religione continuano a generare dibattiti accesi. Le reazioni del mondo politico italiano, con una solidarietà ampia ma anche evidenti silenzi (soprattutto da chi in piazza San Giovanni a Roma si proclamava donna madre e cristiana), e le prese di posizione della comunità ecclesiastica, delineano uno scenario che rimane in evoluzione.






