Roma, 22 gennaio 2026 – Antonio Tajani, vicepremier e leader di Forza Italia, ha risposto con fermezza alle affermazioni della Lega riguardo a un presunto accordo di massima sulla nomina del presidente della Consob, smentendo categoricamente ogni intesa. Le dichiarazioni sono state rilasciate a margine di una conferenza stampa nella sede di Forza Italia, dopo lo slittamento della decisione sulla presidenza dell’Autorità di vigilanza nell’ultimo Consiglio dei Ministri.
Tajani, nessun accordo di massima sulla Consob
“Assolutamente no, non c’è mai stato alcun accordo di massima“, ha dichiarato Tajani, definendo «falso» quanto sostenuto dalla Lega. “Nessuno mi ha mai parlato né di Freni né di Consob“, ha aggiunto, sottolineando come la posizione di Forza Italia sia chiara e non condizionata da trattative politiche. Il vicepremier ha precisato che Forza Italia non ha un candidato specifico da proporre per la presidenza della Consob, ribadendo l’importanza di scegliere una figura autorevole e indipendente da logiche di partito.
“Si tratta di un organismo talmente importante che non può essere parte di una lottizzazione politica“, ha affermato Tajani, evidenziando la delicatezza del ruolo e la necessità di evitare strumentalizzazioni politiche nella scelta del presidente.
Posizioni di Forza Italia e Lega a confronto
Le parole di Tajani si inseriscono in un contesto di tensione tra i due partiti della coalizione di centrodestra, dopo che la Lega aveva lasciato intendere di aver trovato un’intesa su un nome per la guida della Consob, notizia ora smentita da Forza Italia. La Lega, guidata da Matteo Salvini, aveva infatti manifestato una posizione più assertiva sul tema, fonte di un confronto politico che sembra destinato a continuare nei prossimi giorni.
Antonio Tajani, che ricopre anche il ruolo di ministro degli Affari Esteri e segretario nazionale di Forza Italia dal luglio 2023, ha inoltre ribadito l’impegno del suo partito a garantire un percorso trasparente e condiviso nella scelta del presidente della Consob, sottolineando come si parlerà ulteriormente per prendere una decisione collegiale e responsabile.
In parallelo, Tajani si è espresso anche su altri temi di attualità internazionale e politica estera, come la posizione italiana sul futuro della Groenlandia e sulle sanzioni all’Iran, confermando un approccio di dialogo e fermezza nelle scelte di politica estera del governo guidato da Giorgia Meloni.
L’attenzione rimane dunque alta sull’evoluzione della nomina della Consob, organismo centrale nella regolamentazione dei mercati finanziari italiani, con Forza Italia che ribadisce la propria autonomia e la volontà di evitare accordi preconfezionati imposti da altri partiti della coalizione.
Tajani: “Dazi al 15%, un’opportunità per l’Italia”
“Quando si parla di dazi, è necessario concentrarsi su aspetti concreti e sulle dichiarazioni ufficiali“. A sottolinearlo è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante il question time al Senato, commentando l’accordo tra Unione Europea e Stati Uniti che ha fissato un dazio comune al 15% sulle merci europee esportate negli Usa.
Secondo Tajani, “il livello del 15% di dazi imposto dall’UE, rispetto a tariffe molto più elevate imposte ad altri Paesi, rappresenta un’opportunità per il sistema imprenditoriale italiano“. L’Italia, infatti, è il secondo paese al mondo per ampiezza merceologica dopo la Cina, e questo consente alle imprese italiane di occupare spazi di mercato anche in aree dove altri paesi potrebbero subire perdite a causa delle tariffe.
Il ministro ha inoltre annunciato l’istituzione di una Task Force permanente sui dazi alla Farnesina, con il compito di supportare le imprese italiane e monitorare l’impatto dell’accordo. Nel corso dei prossimi giorni proseguiranno i negoziati con gli USA per perfezionare l’intesa, con particolare attenzione a settori di interesse strategico per l’Italia, come quello del vino.
L’accordo prevede un dazio orizzontale del 15%, comprensivo del dazio medio previsto dall’OMC (4,8%), e un impegno europeo ad aumentare gli acquisti dagli Usa, oltre a una collaborazione per mantenere aperte le catene di fornitura di minerali critici. Il governo italiano ribadisce inoltre l’impegno a rafforzare il Mercato Unico europeo e a diversificare le relazioni commerciali per ridurre la dipendenza da singoli mercati.
Italia-Usa, fiducia e investimenti nonostante i dazi
L’intesa arriva in un momento di forte attenzione sugli scambi commerciali transatlantici. Durante la recente 19ª edizione del Transatlantic Award Gala Dinner a Milano, organizzata dall’American Chamber in Italy, è stato evidenziato come, nonostante i dazi doganali statunitensi al livello più alto dal 1910, la relazione economica tra Italia e Usa rimanga solida e strategica.
Il nuovo ambasciatore americano in Italia, Tilman Fertitta, ha sottolineato come il legame tra i due paesi si rafforzi quotidianamente, mentre l’ambasciatore italiano a Washington, Marco Peronaci, ha ricordato che gli Stati Uniti rappresentano il primo partner extra-UE per l’Italia, con un interscambio record di 137 miliardi di dollari.
Tajani ha inoltre candidato l’allora presidente Donald Trump al Premio Nobel per la Pace, sottolineando l’importanza dell’unità dell’Occidente per la stabilità in Ucraina e Medio Oriente, nonché il sostegno italiano ai progetti americani nelle due aree.
Le imprese italiane continuano a investire e consolidare la loro presenza sul mercato americano, come dimostrano i premi assegnati a realtà quali Prysmian, Ferrero, Azimut e Maschio Gaspardo, che operano in settori chiave come tecnologia, manifattura e agroalimentare.
L’iniziativa di Tajani, che unisce diplomazia e sostegno alle imprese, riflette la strategia italiana di affrontare i dazi non solo come un ostacolo, ma anche come un’opportunità di rilancio e diversificazione commerciale nel contesto globale.






