Roma, 17 marzo 2026 – Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha ribadito oggi la posizione dell’Italia sulla crisi nello Stretto di Hormuz e sulle tensioni in Medio Oriente, sottolineando la necessità di garantire la sicurezza del traffico marittimo attraverso il dialogo e la diplomazia. In un colloquio con il Corriere della Sera, Tajani ha escluso un coinvolgimento italiano in un conflitto armato, puntando invece su un rafforzamento della cooperazione internazionale, in particolare all’interno dell’Unione Europea.
Tajani, sicurezza a Hormuz: il dialogo come via principale
Il ministro ha evidenziato come la sicurezza nelle acque dello Stretto di Hormuz debba essere assicurata “attraverso un rafforzamento del dialogo” tra le parti coinvolte, in particolare tra Stati Uniti e Iran. Tajani ha precisato che la chiusura sostanziale dello stretto non danneggia solo i Paesi industrializzati, ma soprattutto quelli più poveri, a causa del blocco delle forniture di fertilizzanti che potrebbe innescare una crisi alimentare globale nei prossimi mesi. L’Italia sostiene il potenziamento della missione europea Aspides nel Mar Rosso, ma insiste che a partecipare siano tutti i ventisette Stati membri dell’Ue, non solo l’Italia.
Il ministro ha inoltre espresso il ruolo strategico dell’India come mediatore potenziale nelle trattative per mantenere aperto il passaggio marittimo. A questo proposito, Tajani ha ricordato l’incontro recente tra i ministri degli Esteri dell’Ue e il loro omologo indiano Subrahmanyam Jaishankar.

Posizione italiana sulla crisi ucraina e rapporti con la Russia
Sul fronte della crisi in Ucraina, Tajani ha riaffermato l’impegno italiano nel sostenere Kiev e nel mantenere le sanzioni contro Mosca per spingerla a una pace duratura. Ha chiarito che l’Italia non intende modificare la sua posizione sull’acquisto di petrolio russo, pur mantenendo aperte le relazioni diplomatiche con la Russia, dove operano circa 340 imprese italiane nel rispetto delle restrizioni europee. Il ministro ha sottolineato come, una volta raggiunta la pace, si potrà aprire una nuova stagione di dialogo con Mosca, riconoscendo la Russia come un “grande Paese“.
Tajani ha inoltre ribadito la necessità di consolidare il fianco sud dell’Alleanza Atlantica e di evitare escalation militari in Medio Oriente, evidenziando il ruolo che l’Italia intende giocare all’interno della Nato e dell’Unione Europea per garantire stabilità e sicurezza internazionale.






