Roma, 28 febbraio 2026 – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito con fermezza la posizione dell’Italia nei confronti dell’Iran, confermando l’esistenza di sanzioni, comprese quelle aggiuntive adottate recentemente dall’Unione Europea. In un’intervista a SkyTg24, Tajani ha sottolineato la durezza della risposta europea alle azioni del governo iraniano, in particolare dopo l’inserimento dei Pasdaran nelle liste delle organizzazioni terroristiche.
Sanzioni e posizione europea verso l’Iran
“Già abbiamo adottato sanzioni nei confronti dell’Iran proprio nelle scorse settimane, quando anche abbiamo deciso di inserire i Pasdaran tra le organizzazioni terroristiche“, ha dichiarato Tajani, evidenziando la coerenza della linea dura dell’Europa verso Teheran. “La posizione è stata sempre molto dura nei confronti di chi ha avuto atteggiamenti di repressione violenta nei confronti del popolo iraniano. Vedremo adesso cosa succederà, le sanzioni ci sono e ci sono pure quelle aggiuntive“, ha aggiunto il ministro, rimarcando che l’inclusione dei Pasdaran nelle liste nere rappresenta un segnale forte, anche se finora apparentemente poco efficace per l’Iran.
Questa scelta si inserisce in un contesto internazionale complesso, caratterizzato da un’escalation delle tensioni dopo il conflitto aperto tra Israele e Iran avviato nel giugno 2025. Gli attacchi israeliani contro siti militari e nucleari iraniani, e la successiva rappresaglia iraniana con centinaia di missili lanciati su Gerusalemme e Tel Aviv, hanno drammaticamente aggravato la situazione regionale, coinvolgendo anche gli Stati Uniti in un delicato gioco strategico.
Il nodo nucleare e la crisi regionale
Tajani ha inoltre ribadito l’importanza di mantenere la linea negoziale, pur riconoscendo la gravità della minaccia rappresentata dal programma nucleare iraniano e dall’espansione del suo arsenale missilistico. “Noi abbiamo sempre sostenuto i negoziati ma abbiamo sempre detto che l’Iran non poteva avere l’arma atomica, su questo siamo stati molto chiari“, ha spiegato. Il ministro ha evidenziato come il problema principale sia costituito dall’arma nucleare e dal numero crescente di missili a lungo raggio iraniani, che potrebbero potenzialmente colpire anche l’Europa se il programma missilistico si rafforzasse ulteriormente.
Secondo Tajani, al momento l’Iran non sembra interessato a estendere il conflitto nella regione, perché questo comporterebbe la sua stessa distruzione in caso di attacco congiunto Usa-Israele. “Non credo che l’Iran abbia intenzione e possibilità di scatenare una guerra nell’area“, ha dichiarato, pur non escludendo del tutto ogni scenario, vista la complessità della situazione. Anche attori internazionali come Russia e Cina, interlocutori di Teheran, sembrano riluttanti a un coinvolgimento più diretto nel conflitto.
Il ministro ha inoltre riferito che l’Italia è in stretto contatto con Rafael Grossi, direttore generale dell’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica), nella speranza di trovare una soluzione diplomatica a una crisi che, ad oggi, appare invece in rapido peggioramento. I segnali provenienti da Israele indicano un possibile nuovo lancio di missili, preludio a una probabile controreazione iraniana.

Il ruolo dell’Europa e la gestione della crisi
Riguardo al ruolo dell’Europa nella crisi, Tajani ha espresso un cauto realismo: “L’Europa non so quanto possa fare in questo momento: la partita è nelle mani di Iran, Israele e Stati Uniti“. L’obiettivo principale rimane quello di porre fine alla guerra e di giungere a un accordo che imponga all’Iran la rinuncia al suo programma nucleare minaccioso, considerato pericoloso per tutto il Medio Oriente e per l’Occidente.
Il ministro ha fatto notare che l’Italia ha militari dislocati in varie aree sensibili del Medio Oriente, tra cui Libano, Kuwait e Iraq, ma che per ora non vi sono segnali preoccupanti o situazioni di rischio per le truppe italiane. La crisi è dunque focalizzata sulle trattative tra americani e iraniani, con gli USA che puntano a eliminare completamente ogni rischio nucleare, in primis per la sicurezza di Israele.
Tajani ha infine sottolineato come la situazione sia precipitata nelle ultime ore, nonostante gli appelli alla prudenza rivolti ai cittadini italiani presenti nella regione. La tensione resta altissima, con un conflitto che vede coinvolti direttamente o indirettamente molteplici attori internazionali e dai risvolti ancora incerti.






