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Tajani: “In Libano tregua inesistente, Israele eviti reazioni sproporzionate”

Il ministro degli Esteri lancia l’allarme sulla crisi in Libano, chiede moderazione a Israele e ribadisce il sostegno italiano a dialogo, legalità e assistenza umanitaria

by Alessandro Bolzani
8 Aprile 2026
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani | Shutterstock - immagine di archivio

Roma, 8 aprile 2026 – Nel corso del question time alla Camera, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha espresso una forte preoccupazione per l’attuale situazione in Libano, definendo come inesistente la tregua sul territorio libanese e sollecitando Israele a evitare reazioni sproporzionate di fronte alle provocazioni di Hezbollah, che hanno riacceso un conflitto devastante nella regione.

Tajani: “Purtroppo la tregua in Libano non esiste”

Antonio Tajani ha dichiarato che “purtroppo la tregua in Libano non esiste”, sottolineando come la crisi in atto stia ripercuotendosi sull’intero contesto regionale. Il ministro ha evidenziato che il Libano rimane un fronte critico e che i segnali attuali non fanno sperare in un immediato ritorno al dialogo, sebbene questo sia fortemente auspicato dall’Italia e dalla comunità internazionale.

Nell’intervento alla Camera, Tajani ha richiamato Israele a contenere le proprie risposte militari, esortando a “astenersi da reazioni sproporzionate” rispetto alle azioni di Hezbollah. Proprio quest’ultimo gruppo, ha aggiunto, deve immediatamente cessare tutte le azioni ostili per permettere una soluzione politica negoziata, che preveda anche il disarmo di Hezbollah, un passaggio considerato imprescindibile per stabilizzare la regione.

Il ministro ha inoltre sottolineato l’importanza del sostegno al governo e alle forze armate libanesi, fondamentali per il rafforzamento della sovranità nazionale libanese. A tal proposito, ha ribadito che Israele è obbligata a rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario, al fine di evitare che il prezzo più alto sia pagato dalla popolazione civile. L’Italia, ha ricordato, è in prima linea anche sul fronte dell’assistenza umanitaria.

Incidente con mezzi militari italiani e appelli umanitari

Durante la seduta, Tajani ha riferito che una colonna italiana dell’Unifil, impegnata nel Libano meridionale, è stata bloccata dall’esercito israeliano e uno dei veicoli militari italiani è stato danneggiato da colpi di avvertimento, fortunatamente senza causare feriti. Il ministro ha annunciato che sarà chiesto un chiarimento ufficiale all’ambasciatore di Israele in Italia, ribadendo con fermezza che “i soldati italiani in Libano non si toccano” e che le forze armate israeliane non hanno autorità su di loro.

Parallelamente, l’Italia continua a chiedere con forza al governo israeliano di garantire l’accesso umanitario alla Striscia di Gaza e di condannare e reprimere i comportamenti violenti dei coloni, anche verso le comunità cristiane. Tajani ha inoltre sollecitato Israele a rinunciare a qualsiasi ipotesi di annessione della Cisgiordania, tema che resta estremamente delicato nel quadro geopolitico mediorientale.

Un’altra questione critica sollevata dal ministro è il disegno di legge israeliano che prevede la pena di morte per i prigionieri palestinesi accusati di terrorismo. Tajani ha espresso una “profonda preoccupazione” definendo la legge discriminatoria, disumana e degradante, e ha ribadito la netta opposizione italiana alla pena capitale in ogni contesto.

Impegno diplomatico e prospettive di pace

Nel suo intervento, Tajani ha sottolineato che la diplomazia resta l’unica via percorribile per riportare stabilità e pace nella regione. L’Italia continuerà a lavorare con determinazione per rafforzare il dialogo e porre le basi per una de-escalation duratura in tutto il Medio Oriente.

Inoltre, il ministro ha aggiornato che l’Italia è impegnata a sostenere un accordo di pace, evidenziando come la sospensione dei combattimenti per due settimane rappresenti un segnale molto positivo. Per questo motivo, ha annunciato che già oggi il direttore degli Affari politici della Farnesina incontrerà l’ambasciatore iraniano a Roma, ribadendo la posizione italiana e comunitaria sulla necessità di una soluzione negoziale che garantisca pace e stabilità nella regione, anche in relazione al tema del programma nucleare iraniano.

Il sollievo di Tajani per il cessate il fuoco

Tajani ha espresso soddisfazione per le notizie arrivate nella notte riguardo a un cessate il fuoco della durata di due settimane, sottolineando come si tratti di un segnale incoraggiante. Intervenendo durante il question time alla Camera, ha evidenziato l’auspicio che questo periodo possa favorire il raggiungimento di un’intesa più ampia tra le parti coinvolte.

Tajani ha poi messo in luce anche le ricadute positive sul piano economico, citando il calo del prezzo del petrolio, la riduzione dello spread e l’andamento favorevole dei mercati finanziari. Nonostante questi segnali, ha ribadito che la situazione resta complessa, invitando a una risposta compatta: le difficoltà, ha spiegato, possono essere affrontate solo se il Paese si muove in modo coeso, come un equipaggio che rema nella stessa direzione.

Crisi nel Golfo e ripercussioni sull’economia italiana

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha richiamato l’attenzione sull’impatto diretto che la crisi nell’area del Golfo, in particolare nello Stretto di Hormuz, sta avendo sull’economia globale e, di riflesso, anche su quella italiana. Un contesto delicato, soprattutto per un Paese fortemente orientato all’export, che risente in modo significativo delle tensioni commerciali e dell’aumento dei costi energetici.

Secondo Tajani, si tratta di sfide rilevanti che pesano tanto sulle famiglie quanto sul tessuto produttivo, rendendo necessaria una risposta coordinata a livello internazionale.

L’impegno diplomatico per la de-escalation

Il governo italiano è attivamente coinvolto su più fronti per contribuire a una riduzione delle tensioni. Tajani ha sottolineato come l’Italia stia operando nelle principali sedi internazionali, dal G7 all’Unione Europea fino alle Nazioni Unite, mantenendo un dialogo costante con i partner della regione.

L’obiettivo resta quello di favorire un clima di distensione e garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz. In questo quadro, la diplomazia continua a rappresentare lo strumento principale per affrontare la crisi.

Energia e strategia di diversificazione

Tra le priorità indicate dal ministro c’è il sostegno a famiglie e imprese colpite dall’aumento dei prezzi dell’energia. In collaborazione con la presidente del Consiglio, il governo sta portando avanti un piano di diversificazione delle fonti di approvvigionamento, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza energetica nazionale.

Parallelamente, prosegue il confronto con partner strategici come Algeria, Kuwait ed Egitto, con cui sono in corso contatti per consolidare la cooperazione sul fronte energetico.

Tajani parla delle misure a sostegno delle imprese

Tajani ha ricordato gli interventi già adottati dall’esecutivo per attenuare gli effetti della crisi. Tra questi, la proroga del taglio delle accise e un nuovo pacchetto di misure dedicate alle aziende esportatrici.

È stato inoltre ampliato l’accesso al Fondo Simest, con una dotazione di 800 milioni di euro destinata a finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto fino al 30% per le piccole e medie imprese. Sul fronte del credito, Sace ha potenziato le garanzie pubbliche e gli strumenti assicurativi per l’export, mentre Ice ha introdotto ulteriori agevolazioni per sostenere l’internazionalizzazione, con un focus particolare sui mercati del Golfo.

Nuovi mercati e iniziative internazionali

Il governo punta anche a rafforzare la presenza delle imprese italiane nei mercati a più alto potenziale, diversificando le destinazioni dell’export. In questa direzione si inseriscono i prossimi impegni istituzionali, tra cui una missione a Pechino per un vertice economico con la Cina.

Non mancherà attenzione verso il continente africano, con un forum imprenditoriale previsto in Kenya il 20 aprile, e verso gli Stati Uniti, dove nei prossimi mesi è in programma un grande evento a Miami dedicato al business.

Verso la Conferenza nazionale dell’export

Tra le iniziative future, Tajani ha annunciato anche la nuova edizione della Conferenza nazionale dell’export, che sarà preceduta da una serie di appuntamenti preparatori. Il primo si terrà a Torino il 29 aprile, seguito da una tappa a Bari a giugno e da un incontro conclusivo a Roma nel mese di ottobre.

Un percorso pensato per rafforzare il dialogo con il sistema produttivo e raccogliere le esigenze delle imprese.

Il messaggio di Tajani alle imprese: “Il governo è al vostro fianco”

In chiusura, il ministro ha voluto ribadire la vicinanza dell’esecutivo al mondo produttivo italiano. Il confronto con le aziende, ha assicurato, è continuo e orientato a fornire risposte concrete.

Il messaggio finale è chiaro: in una fase complessa come quella attuale, il governo intende accompagnare le imprese, sostenendole nel mantenere la loro competitività sui mercati internazionali.

Tags: Antonio TajaniHezbollahIranIsraeleLibanoprima pagina

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