Roma, 11 febbraio 2026 – Durante il question time alla Camera, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato l’importanza di trovare un minimo comune denominatore tra gli Stati europei per raggiungere accordi efficaci nell’ambito dell’Unione Europea, senza dover necessariamente riformare la governance europea. Tajani ha evidenziato che l’obiettivo primario deve essere la promozione della competitività e della crescita economica, temi che verranno affrontati in modo condiviso con i partner europei, in particolare con la Germania, al prossimo vertice informale dei capi di governo.
Tajani, l’Unione Europea e la governance condivisa
Il ministro ha risposto a un’interrogazione relativa alla governance dell’UE, con particolare riferimento al dibattito sul superamento del diritto di veto e sull’ipotesi di accorpamento delle cariche di Presidente del Consiglio europeo e di Presidente della Commissione europea. Tajani ha precisato che tali questioni saranno portate all’attenzione del vertice informale sulla competitività organizzato dall’Unione, sottolineando l’importanza di procedere con gradualità e consenso tra i Paesi membri, evitando strappi istituzionali che potrebbero compromettere l’unità europea.
Inoltre, Tajani ha ribadito la ferma condanna degli attacchi dei coloni estremisti in Cisgiordania, manifestando una netta opposizione a qualsiasi forma di annessione del territorio da parte di Israele. Il tema è stato sollevato in relazione alla tutela dei diritti delle istituzioni educative cristiane a Gerusalemme, un aspetto che il governo italiano segue con attenzione.

Apertura al rinnovamento in Forza Italia
Sempre oggi, Tajani ha parlato dell’apertura del partito Forza Italia al rinnovamento, affermando che, rispettando statuto e regole interne, le porte sono spalancate a nuovi candidati, considerandolo un segnale di rinnovamento in linea con la famiglia Berlusconi. Queste dichiarazioni sono state rilanciate a margine di un intervento presso il Movimento Cristiano Lavoratori a Roma.
Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri dal 2022, continua così a giocare un ruolo centrale sia nella politica nazionale sia in quella europea, promuovendo un approccio pragmatico e condiviso sulle sfide che riguardano l’Unione e il futuro del centrodestra italiano.
Una strategia nazionale per le materie prime
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato oggi l’importanza di una strategia nazionale sulle materie prime, definendola una priorità assoluta per ridurre le dipendenze strategiche dell’Italia. Durante il question time alla Camera, Tajani ha illustrato un piano di politica estera che mira a coordinare gli sforzi nazionali con quelli europei e internazionali, coinvolgendo partner chiave come India, Giappone e Paesi dell’Asia Centrale.
Il ministro ha spiegato che l’Italia sta sviluppando una politica estera integrata per assicurare un accesso stabile alle catene di approvvigionamento, con particolare attenzione ai minerali critici. Tajani ha annunciato che, in collaborazione con il presidente del Consiglio, sarà messa a punto una strategia nazionale che favorisca la sinergia tra istituzioni e imprese italiane.
L’Italia è impegnata attivamente nella costruzione di un’iniziativa multilaterale assieme a importanti alleati, a partire dagli Stati Uniti. Alla recente riunione ministeriale convocata dal segretario di Stato americano Marco Rubio a Washington, l’Italia ha avuto un ruolo da protagonista, manifestando il proprio sostegno all’alleanza di 55 Paesi dedicata ai minerali critici. Inoltre, Tajani ha presentato un’iniziativa politica congiunta con il ministro tedesco Wadephul per incentivare l’azione dell’Unione Europea in questo settore strategico.
Difesa europea e pilastro Nato
Sempre durante il question time, Tajani ha anticipato che la prossima conferenza sulla sicurezza di Monaco sarà un’occasione per discutere di Difesa europea. Il ministro ha affermato che l’Italia deve assumersi le proprie responsabilità per realizzare il pilastro europeo della Nato, complementare a quello americano, mantenendo il vincolo transatlantico come punto di riferimento imprescindibile per la politica estera nazionale.
Queste dichiarazioni si inseriscono in un contesto geopolitico in cui l’Italia rafforza la propria posizione strategica sia sul fronte della sicurezza che su quello economico, con una particolare attenzione alle materie prime critiche fondamentali per l’industria nazionale e comunitaria.






