Roma, 15 gennaio 2026 – Antonio Tajani ha sottolineato come Luigi Gasperin, imprenditore italiano di 77 anni, sia stato liberato ieri notte dalle autorità venezuelane ed è attualmente nella sede dell’ambasciata italiana a Caracas. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato come la decisione fosse stata già presa da qualche giorno e che la liberazione sia avvenuta nel rispetto degli impegni presi. Gasperin, arrestato lo scorso agosto a Maturín, dove gestisce un’azienda, sta bene e ha espresso la volontà di rimanere a lavorare in Venezuela.
Luigi Gasperin: liberazione e condizioni attuali
L’imprenditore Luigi Gasperin, trattenuto nel regime di Nicolas Maduro dal 7 agosto 2025, è tornato in libertà dopo mesi di detenzione. Come ha riportato lo stesso Tajani, Gasperin si trova ora presso l’ambasciata italiana a Caracas ed è in buone condizioni, nonostante le difficoltà vissute durante la detenzione. La Farnesina ha confermato che Gasperin, pur provato dall’esperienza, desidera proseguire la sua attività imprenditoriale nello stato del Monagas, dove ha la sua azienda.
La liberazione di Gasperin rappresenta il terzo caso di italiani liberati negli ultimi mesi in Venezuela, dopo il cooperante Alberto Trentini e l’imprenditore Mario Burlò. Tajani ha definito questo evento “un altro segnale positivo che viene da Caracas“, auspicando che possa contribuire a costruire un percorso diplomatico più efficace e costruttivo con il governo venezuelano, un rapporto che fino ad ora era praticamente inesistente.

Tajani: “Con l’Ue decideremo eventuali sanzioni all’Iran, ma mai interrompere i rapporti diplomatici“
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha affrontato oggi a Montecitorio la delicata questione delle relazioni diplomatiche e delle possibili sanzioni nei confronti dell’Iran, sottolineando l’importanza di un approccio condiviso con l’Unione Europea. Le dichiarazioni del titolare della Farnesina giungono in un momento di forte tensione internazionale, caratterizzato da proteste interne in Iran e da un contesto geopolitico complesso.
Il ministro Tajani ha dichiarato: “Sull’Iran prenderemo delle iniziative insieme all’Unione Europea. Adesso ci sarà il Consiglio Europeo, vedremo quali saranno le iniziative europee anche su eventuali sanzioni. Vedremo. Ma non si interromperanno i rapporti diplomatici“. Il riferimento è alla necessità di mantenere aperti i canali di dialogo con Teheran, anche in virtù della presenza in Iran di circa 500-600 cittadini italiani e della rappresentanza degli interessi canadesi tramite l’ambasciata italiana.
“Io credo che non si debbano mai interrompere i rapporti diplomatici, altrimenti non c’è possibilità di trattativa, di convincere anche le autorità iraniane ad avere un atteggiamento diverso”, ha aggiunto Tajani, evidenziando la centralità del dialogo anche con interlocutori che la pensano diversamente.
Riduzione del personale diplomatico e invito agli italiani a lasciare l’Iran
In parallelo, il ministro ha annunciato misure di prudenza: “Abbiamo detto di far andare via dall’Iran tutti gli italiani non stanziali, li abbiamo invitati caldamente a lasciare il paese. Ridurremo il numero delle persone che lavorano in ambasciata, rimarrà solo un numero indispensabile”. Questa decisione riflette l’attuale clima di incertezza e le tensioni interne in Iran, dove nelle ultime settimane si sono registrati episodi di repressione violenta delle proteste, con numerosi giovani uccisi dalle forze di sicurezza.
L’attenzione europea e italiana rimane alta sulla situazione dei diritti umani in Iran, così come sul possibile impatto delle sanzioni economiche sulle imprese nazionali, che già affrontano rischi legati all’applicazione delle sanzioni secondarie statunitensi. La linea del governo italiano, guidata da Tajani, è dunque orientata a una gestione equilibrata tra fermezza politica e mantenimento del dialogo diplomatico.
Nuove prospettive nelle relazioni diplomatiche con Caracas e il rapporto con l’Iran
Nel corso della stessa dichiarazione alla Camera, il ministro Tajani ha annunciato l’innalzamento del livello delle relazioni diplomatiche con il Venezuela, passando da un incaricato d’affari a un ambasciatore. Tale decisione segue i segnali positivi emersi, compreso quello della liberazione di Gasperin, e intende rappresentare un passo verso un dialogo più intenso e proficuo con il Paese sudamericano.
Tajani ha precisato che le relazioni diplomatiche con il Venezuela non sono mai state interrotte, ma mantenute a un livello più basso, e che ora si intende rafforzarle per favorire un clima di collaborazione e confronto. Questa strategia appare finalizzata a superare le difficoltà degli ultimi anni e a promuovere un rapporto più stabile, anche alla luce delle recenti evoluzioni politiche e sociali in Venezuela.
Parallelamente, il ministro ha affrontato il tema delle relazioni diplomatiche con l’Iran, ribadendo l’importanza di mantenere i canali di dialogo aperti. Tajani ha spiegato che saranno valutate, insieme all’Unione Europea, eventuali sanzioni all’Iran, ma senza interrompere i rapporti diplomatici, indispensabili per la tutela degli interessi italiani e dei cittadini italiani presenti nel Paese.
Inoltre, è stata confermata la decisione di ridurre il personale dell’ambasciata italiana in Iran al solo indispensabile, e di invitare gli italiani non residenti a lasciare il Paese, in seguito alle tensioni internazionali attuali.






