Roma, 9 marzo 2026 – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani al termine della riunione quotidiana con gli ambasciatori dell’area ha annunciato che l’emergenza per i turisti italiani nell’area del Golfo si è conclusa. La crisi, legata ai recenti sviluppi nel Medio Oriente, ha visto un’intensa attività diplomatica e logistica da parte delle autorità italiane per garantire il rientro dei connazionali.
Tajani, emergenza turisti nell’area del Golfo: lo scenario attuale
Secondo quanto comunicato da Tajani, non ci sono più italiani in attesa di rientrare in Italia dai paesi del Golfo. La situazione è stata risolta in particolare per chi si trovava a Colombo, mentre permangono alcune difficoltà per i connazionali a Malè, capitale delle Maldive. Per questi ultimi, il governo ha predisposto rinforzi presso le sedi diplomatiche e consolari, al fine di fornire assistenza in caso di peggioramento del quadro di sicurezza.
Il ministro ha precisato che restano presenti sul posto principalmente i residenti italiani, per i quali sono stati mantenuti i dispositivi di supporto e vigilanza. Questo intervento rappresenta la conclusione di una fase critica che ha seguito le tensioni in Medio Oriente, tra cui gli attacchi statunitensi e israeliani contro siti nucleari iraniani e le successive escalation militari.

La posizione di Antonio Tajani sull’articolo 5 della NATO
Un nuovo missile è stato lanciato oggi in Turchia, e secondo fonti turche, il razzo sarebbe partito dall’Iran, in un contesto di crescente tensione nella regione. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha espresso vicinanza al popolo turco, ma ha sottolineato con fermezza che, al momento, non ci sono le condizioni per l’applicazione dell’articolo 5 della NATO, che prevede la solidarietà militare tra i membri in caso di attacco armato.
Nel corso di una dichiarazione rilasciata a Roma, Tajani ha spiegato: “Cerchiamo di muoverci con grande prudenza per evitare un’escalation. Vedremo quali richieste formali arriveranno dalla Turchia“. L’articolo 5 del trattato dell’Alleanza Atlantica stabilisce che un attacco armato contro uno o più membri viene considerato un attacco contro tutti i membri della NATO, ma, come ha precisato il ministro, “non credo ci siano ancora le ragioni per la sua attivazione“.
Tajani ha inoltre riferito che è in corso un incontro tra i leader europei e quelli dell’area del Golfo per mantenere un dialogo costante, fondamentale in questa fase delicata. Il ministro ha anche fatto sapere di aver appena parlato con l’ambasciatore italiano a Beirut, il quale ha confermato la continuazione dei lanci di missili da parte di Hezbollah contro Israele, sebbene non si registrino attacchi terrestri israeliani previsti.
La linea italiana: prudenza e diplomazia
Il ministro ha ribadito che l’Italia “non è in guerra con nessuno né ha intenzione di entrarci“, sottolineando la necessità di rispettare il diritto internazionale e di lavorare per una soluzione diplomatica alla crisi. Ha ricordato l’importanza di mantenere relazioni diplomatiche anche con l’Iran, per favorire una de-escalation della tensione.
La situazione resta complessa, soprattutto dopo il lancio del missile in Turchia attribuito all’Iran, e mentre la comunità internazionale continua a monitorare attentamente l’evolversi degli eventi nella regione. Tajani ha annunciato che si valuteranno con attenzione le richieste della Turchia e le possibili risposte della NATO, mantenendo una posizione di cautela e dialogo per evitare ulteriori escalation.






