Bruxelles, 29 gennaio 2026 – Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha espresso oggi a Bruxelles una ferma condanna della situazione in Iran, paragonandola alla carneficina di Gaza. La presa di posizione è arrivata nel contesto della discussione sull’iscrizione dei Pasdaran nella lista europea delle organizzazioni terroristiche, un passo che l’Italia ha deciso di sostenere alla luce delle migliaia di vittime registrate nel Paese mediorientale.
Tajani: “Situazione in Iran paragonabile a Gaza”
“A far cambiare linea all’Italia riguardo all’iscrizione dei Pasdaran nella lista Ue dei terroristi sono state le migliaia e migliaia di morti che ci sono stati, trenta mila forse non sappiamo“, ha dichiarato Tajani. Il ministro ha sottolineato che, mentre a Gaza si sono contati circa sessantamila morti, in Iran si parla di circa trentamila, configurando così una situazione “paragonabile a Gaza“. “Davanti a tutto questo per forza dovevamo avere un atteggiamento di condanna“, ha aggiunto.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Bruxelles ha poi ribadito: “Il ritiro dei dipendenti dall’ambasciata a Teheran è una misura prudenziale. Sono rimaste una ventina di persone, l’ambasciata non è sguarnita, ma quando ci sono minacce di conflitto bisogna prendere misure preventive per proteggere il personale. Io mi auguro che non accada nulla, che si arrivi a un accordo, ma abbiamo comunque scelto di lasciare solo quelli che sono indispensabili al funzionamento dell’ambasciata“.
L’appello del titolare della Farnesina arriva mentre l’Iran è scosso da vaste proteste popolari, accompagnate da blackout di internet e una repressione sempre più dura da parte delle autorità, con oltre 45 morti, centinaia di feriti e più di duemila arresti. Il clima di tensione ha spinto anche il principe ereditario Reza Pahlavi a preparare un intervento a Mar-a-Lago, in Florida, nel tentativo di catalizzare l’attenzione internazionale sulla crisi iraniana.

Dialogo con l’Iran e sicurezza in Italia con l’ICE
Pur riaffermando il consenso europeo sulla qualifica dei Pasdaran come organizzazione terroristica, Tajani ha ribadito la necessità di mantenere aperto il dialogo con Teheran: “Questo non significa che non si debba dialogare con l’Iran“. Sul fronte interno, il ministro ha poi rassicurato sull’assenza di allarmismi riguardo alla presenza di funzionari dell’ICE nel consolato americano a Milano, sottolineando che le forze italiane di polizia rimangono le uniche deputate a garantire l’ordine pubblico.
In merito all’Ice in Italia il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Consiglio Affari Esteri ha ribadito: “Credo ci saranno tre persone nel consolato americano a Milano per dare eventuali informazioni alla Polizia italiana. Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza sono quelli deputati a garantire l’ordine pubblico in Italia. Non c’è da fare allarmismi, quando ci sono eventi così grandi è ovvio che i Paesi mandino proprie forze per collaborazione sulla sicurezza. Non scenderanno in tuta da combattimento per le strade, non c ‘è pericolo per la democrazia“.
A Bruxelles, Tajani ha anche affrontato la questione dell’uso dei fondi destinati al Ponte sullo Stretto di Messina per sostenere le regioni italiane colpite dal maltempo: “Il Ponte va fatto, poi si può forse fare qualche anticipazione, vedremo cosa si può fare. Ci sono tante proposte e si valuteranno tutte“. Il ministro sarà lunedì prossimo in Sicilia, Calabria e Sardegna per incontrare le imprese danneggiate, in un momento di straordinaria mobilitazione del governo, con un intervento iniziale di 100 milioni di euro.
In un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, la posizione italiana si conferma quindi netta ma pragmatica, con Tajani impegnato a bilanciare fermezza e dialogo nelle relazioni con l’Iran e in ambito europeo.





