Roma, 18 febbraio 2026 – Al 31 gennaio 2026, il Superbonus 110% ha raggiunto un volume complessivo di investimenti ammessi a detrazione pari a 124,24 miliardi di euro, con investimenti effettivamente conclusi che si attestano intorno a 120,66 miliardi di euro. L’onere a carico dello Stato per le detrazioni maturate sui lavori conclusi ammonta a 130 miliardi di euro, secondo i dati ufficiali forniti dall’Enea.
Distribuzione degli interventi e tipologie di edifici coinvolti
Il Superbonus ha interessato complessivamente 502.919 edifici, suddivisi in diverse categorie. Tra questi, 139.912 sono condomini, 245.583 edifici unifamiliari, 117.419 unità immobiliari funzionalmente indipendenti e infine 5 edifici aperti al pubblico. Questo ampio coinvolgimento testimonia l’importanza della misura nel campo della riqualificazione energetica e antisismica del patrimonio edilizio italiano.
Impatto economico del Superbonus
Introdotto originariamente nel maggio 2020 dal governo Conte II tramite il Decreto Rilancio, il Superbonus 110% è stato concepito come uno strumento di rilancio post-pandemia per il settore edilizio, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici. La misura ha subito diverse proroghe e modifiche, che ne hanno esteso la validità fino al 31 dicembre 2025, con percentuali di detrazione decrescenti (70% nel 2024 e 65% nel 2025).
Nonostante il successo in termini di adesione, il costo complessivo per le casse dello Stato è cresciuto significativamente, superando le previsioni iniziali di 35 miliardi e raggiungendo, ad aprile 2024, una stima di circa 160 miliardi di euro. La Corte dei Conti ha espresso critiche sulla misura per i suoi effetti distorsivi sul mercato, evidenziando come il Superbonus abbia avuto un impatto inflazionistico e benefici limitati in termini di riduzione delle emissioni di CO₂.
Tuttavia, dal punto di vista economico, il Superbonus ha svolto un ruolo rilevante nel sostenere gli investimenti e l’occupazione nel settore edile, contribuendo alla ripresa post-pandemica del Paese. Gli strumenti connessi, quali lo sconto in fattura e la cessione del credito, hanno infatti ampliato l’accessibilità agli incentivi e favorito l’attivazione di una domanda significativa in tutto il territorio nazionale.
Il monitoraggio costante da parte di Enea e degli altri enti coinvolti rimane cruciale per valutare l’evoluzione dei costi e dei benefici di questa importante misura.






