Roma, 13 gennaio 2026 – Il primo sondaggio politico nazionale dell’anno, realizzato da Swg per il Tg La7, evidenzia un quadro di lieve assestamento nelle intenzioni di voto degli italiani, con protagonisti principali il Partito Fratelli d’Italia e il PD.
Fratelli d’Italia in leggero calo, Pd in crescita
Nonostante la leadership confermata, Fratelli d’Italia registra una flessione dello 0,4% rispetto all’ultima rilevazione di dicembre, attestandosi al 30,9%. Il partito guidato da Giorgia Meloni, che ha consolidato la sua posizione dopo il successo elettorale e l’esperienza di governo iniziata nel 2022, mostra tuttavia una leggera battuta d’arresto. Negli ultimi mesi, FdI ha mantenuto una posizione di primo piano, evidenziando un’agenda politica focalizzata su sicurezza, sostegno alle famiglie e rafforzamento della sovranità nazionale, temi che restano centrali nel dibattito pubblico.
Al contrario, il Partito Democratico apre il 2026 con un incremento dello 0,2%, raggiungendo il 22,3%. Dopo un periodo complesso segnato da sfide interne e la necessità di rilanciare la propria proposta politica, il Pd sembra recuperare terreno. La sua identità di forza socialdemocratica e riformista, con un forte orientamento europeista e atlantista, continua a rappresentare un punto di riferimento per l’elettorato di centro-sinistra. Il partito, guidato da figure di rilievo nel panorama nazionale, ha rafforzato il dialogo con le altre forze progressiste e punta a consolidare la propria presenza in vista delle prossime scadenze elettorali.
Movimento 5 Stelle e centrodestra: stabilità e dinamiche dei partiti minori
Il Movimento 5 Stelle mantiene stabile la sua quota di consensi, ferma al 12,7%, confermando un elettorato fedele ma senza particolari segnali di crescita. La distanza tra Lega e Forza Italia si riduce, con entrambi i partiti al 8,3%, frutto di un lieve incremento per ciascuno. Questa vicinanza percentuale potrebbe portare a rinnovate dinamiche nella coalizione di centrodestra, soprattutto in vista delle future alleanze parlamentari.
Rilevante il calo di Alleanza Verdi e Sinistra, che scende al 6,5%, e di Azione, attestata al 2,9%. Le forze minori come Italia Viva e Noi Moderati restano stabili, mentre cresce l’interesse verso altre liste minori, segno di un elettorato ancora frammentato. Infine, la quota di indecisi o di chi preferisce non esprimersi cala leggermente al 32%, ma rimane comunque una componente molto ampia del panorama elettorale italiano.
Questi dati fotografano un’Italia politica in fase di consolidamento post-elettorale, con un centrodestra ancora protagonista ma sfidato da un centro-sinistra in risalita, e con una parte consistente dell’elettorato che ancora non definisce con chiarezza le proprie preferenze.






