Roma, 27 gennaio 2026 – In occasione del Giorno della Memoria, il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha voluto ricordare con parole intense e commosse il dramma della Shoah, sottolineando l’importanza di non dimenticare mai i valori della pace, del dialogo e della comprensione tra i popoli. Durante l’anteprima del documentario L’ultima marcia, tenutasi alla Camera, Fontana ha ricordato le sofferenze indicibili patite da centinaia di migliaia di uomini e donne costretti a marciare verso i campi di sterminio in condizioni disumane, vittime di un genocidio che ha segnato una delle pagine più oscure della storia europea.
La testimonianza delle vittime e la necessità della memoria
Fontana ha descritto la tragica realtà vissuta dai deportati: “Sferzati dal freddo e vestiti di stracci, percorsero a piedi enormi distanze in condizioni estreme, in assenza di cibo e di acqua. Non potevano cedere alla stanchezza. Chi non riusciva a mantenere il passo veniva immediatamente fucilato sul posto”. Questo destino crudele, ha aggiunto, non può e non deve essere dimenticato. La memoria delle vittime è un dovere morale e civile, un impegno verso chi ha perso la vita e verso i sopravvissuti, che pur profondamente segnati hanno dedicato la loro esistenza a testimoniare l’orrore della Shoah.
Il presidente della Camera ha evidenziato come l’esercizio della memoria sia fondamentale per impedire che la storia venga alterata o rimossa e per evitare il ripetersi di simili tragedie. Grazie a questi testimoni, anche le nuove generazioni possono riflettere sul valore del sacrificio di chi ha perso tutto per garantire la libertà a tutti noi.
Shoah: un monito contro i fanatismi e i conflitti
Richiamando l’attenzione sulla genesi del genocidio, Fontana ha ricordato che «in nome di un folle fanatismo politico e ideologico, i vertici del partito nazista concepirono un sistematico piano finalizzato alla distruzione del popolo ebraico». La Shoah, ha spiegato, fu un genocidio pianificato e realizzato ben prima dell’esplosione della Seconda guerra mondiale, culminato nelle deportazioni di massa verso i campi di concentramento e sterminio, luoghi di indicibili atrocità.
Nel suo discorso, il presidente ha anche lanciato un appello a trarre insegnamento da questa tragedia per intensificare gli sforzi nella costruzione della pace e nella risoluzione dei conflitti, che purtroppo continuano a emergere nel mondo contemporaneo. Solo attraverso il rispetto dei valori di pace e di dialogo sarà possibile evitare il ripetersi degli errori del passato e costruire un futuro migliore per tutti.
L’evento alla Camera, accompagnato dalla proiezione del documentario L’ultima marcia, ha rappresentato un momento solenne di riflessione collettiva, sottolineando l’importanza di mantenere viva la memoria storica come baluardo contro ogni forma di odio e intolleranza.






