Roma, 24 marzo 2026 – L’aula del Senato della Repubblica ha reso oggi omaggio a Umberto Bossi, il fondatore della Lega, scomparso lo scorso 19 marzo. Una commemorazione partecipata, con una forte presenza del partito di cui Bossi è stato protagonista indiscusso per oltre trent’anni.
Il ricordo di Umberto Bossi in Senato
A guidare il ricordo è stato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha voluto citare un aneddoto emblematico sul “Senatur”, come era soprannominato Bossi. Raccontando un episodio riferito da Roberto Maroni, La Russa ha ricordato come “insieme uscivano di notte per attaccare manifesti con la scritta ‘Lega lombarda’, perché Bossi ripeteva che i muri sono i libri del popolo”. Questa immagine, secondo La Russa, “meglio di tante parole, rappresenta la militanza di quegli anni e la modalità di comunicare del leader con la sua gente, usando ciò che avevano a disposizione”.
L’aula era quasi al completo, con una nutrita rappresentanza dei leghisti: 19 senatori seduti negli scranni del gruppo e altri esponenti del partito presenti tra i banchi del governo, a partire dal ministro Roberto Calderoli, dal vicesegretario Claudio Durigon e altri sottosegretari appartenenti al Carroccio.
Il capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo, ha preso la parola sottolineando che per la Lega Bossi “è stato un gigante”, soprattutto per aver insegnato “l’importanza di essere prima di tutto un movimento né di destra né di sinistra, ma vicino alla gente”. Romeo ha concluso il suo intervento con un gesto di sincera umiltà: “Ti chiediamo anche scusa per alcuni errori commessi lungo il nostro cammino politico”.






