Roma, 20 febbraio 2026 – In occasione dell’inaugurazione del nuovo ufficio territoriale della Questura di Roma presso la Stazione Termini, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è intervenuto in merito alle recenti sentenze che riguardano le attività delle navi dell’organizzazione non governativa Sea Watch.
Sea Watch: impugnazione delle sentenze e confronto con il sistema giudiziario
“Noi fino adesso, e continueremo a farlo, abbiamo praticato il confronto con questo tipo di sentenze impugnandole, quindi valorizzando il sistema giudiziario che prevede tre gradi di giudizio”, ha dichiarato Piantedosi, sottolineando la volontà del governo di proseguire in questa direzione anche per le decisioni giudiziarie relative a Sea Watch. Il Ministro ha precisato che ogni sentenza sarà attentamente valutata e, dove possibile, impugnata, ribadendo così la fiducia nel funzionamento delle istituzioni giudiziarie italiane.
Politiche migratorie e calo degli sbarchi
Riguardo all’ipotesi normativa del cosiddetto “blocco navale”, Piantedosi ha chiarito che si tratta di una proposta che sarà discussa nelle aule parlamentari e non di una misura già adottata. “Quello che voi chiamate blocco navale è un’ipotesi normativa che adesso farà il suo giro nelle aule parlamentari e quindi è una cosa completamente diversa”, ha affermato.
Il Ministro ha inoltre evidenziato come, secondo i dati attuali, vi sia una progressiva riduzione degli arrivi irregolari in Italia, attribuendo questo trend al complesso delle iniziative governative messe in campo. “Guardate i numeri che riguardano anche quest’anno il calo degli sbarchi, quindi vuol dire che il complesso delle iniziative che stiamo mettendo in campo, anche a prescindere dalle iniziative giudiziarie, sta dando ragione alle politiche del governo”, ha concluso Piantedosi.






