Roma, 28 gennaio 2026 – Poche ore dopo l’annuncio del possibile nuovo partito di Roberto Vannacci, con la registrazione del nuovo marchio presso l’Ufficio brevetti europei, nel centrodestra esplode una polemica che riguarda identità e simboli. L’associazione Nazione Futura contesta la scelta del nome “Futuro Nazionale”, ritenuto troppo simile al proprio, e prende ufficialmente le distanze dall’iniziativa.
Vannacci, somiglianze sospette tra nome e simbolo
Non è passato nemmeno un giorno dall’annuncio del possibile partito di Roberto Vannacci che già si accende la prima polemica. Al centro delle contestazioni non ci sono ancora programma o alleanze, ma il nome e il simbolo scelti. L’associazione e rivista Nazione Futura, think tank dell’area conservatrice guidato da Francesco Giubilei, ha diffuso una nota ufficiale per prendere le distanze dal marchio “Futuro Nazionale”, lanciato dal generale.
Secondo l’organizzazione, dopo l’annuncio del nuovo soggetto politico sarebbero arrivate “numerosissime segnalazioni” sulla somiglianza “sia con il nome ‘Nazione Futura’ sia con il nostro logo“, descritto come un cerchio blu con scritta bianca e bandiera tricolore stilizzata.
“L’Associazione Nazione Futura e l’omonima rivista nulla hanno a che fare con il nuovo soggetto lanciato“, si legge nella nota, che esprime “sorpresa” per una scelta grafica e nominale “anche a prima vista simile“. Una sorpresa accresciuta dal fatto che lo stesso Vannacci, prima di entrare in politica, era stato ospite a eventi dell’associazione.
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Giubilei: “Pronti a tutelarci, la nostra posizione resta nel centrodestra”
Fondata nel 2017, Nazione Futura rivendica la propria identità e storia: oltre ottanta circoli attivi in Italia, centinaia di iscritti tra cui amministratori locali, una rivista trimestrale e un quotidiano online, oltre a legami con reti internazionali di think tank conservatori. L’associazione si definisce “il più autorevole think tank conservatore italiano riconosciuto a livello internazionale” e mantiene una posizione vicina a Fratelli d’Italia.
Giubilei e il vice Ferrante De Benedictis sottolineano che “non possiamo che prendere le distanze da iniziative di cui non eravamo a conoscenza, che possano generare confusione sulla nostra attività per la somiglianza di nome e logo“. Nazione Futura, aggiungono, sta “valutando la possibilità di tutelarsi“, lasciando intendere possibili passi legali.
La nota si chiude con un messaggio politico: l’associazione “è e resterà parte dell’area del centrodestra“, mentre “qualsiasi iniziativa nata al di fuori dell’attuale coalizione di governo” viene giudicata “un favore alla sinistra“. Un avvertimento che riflette il timore, nella destra, che un eventuale partito “alla Afd” guidato da Vannacci possa sottrarre voti al centrodestra, finendo per rafforzare il fronte progressista.




