Algeri, 25 marzo 2026 – Nel cuore di una fase politica particolarmente complessa, si acuisce il confronto interno tra Giorgia Meloni e Daniela Santanchè all’interno di Fratelli d’Italia e del governo italiano. Dopo la recente ondata di dimissioni che ha coinvolto esponenti chiave del Ministero della Giustizia, la premier Meloni ha indirizzato una richiesta formale di dimissioni anche al ministro del Turismo Santanchè, la quale però resiste, aprendo un durissimo braccio di ferro che agita la maggioranza.
Lo scontro tra Meloni e Santanchè: una crisi senza precedenti
La giornata si è aperta con una nota del Ministero del Turismo che confermava la presenza in ufficio di Santanchè e il mantenimento dei suoi impegni, nonostante le pressioni per un passo indietro. Il premier ha reagito con fermezza, comunicando che “da oggi non copro più nessuno: chi sbaglia paga”, e auspicando che la ministra segua l’esempio di altri esponenti del governo, come Giusi Bartolozzi e Andrea Delmastro, entrambi dimissionari dopo le polemiche legate alla gestione del referendum costituzionale.
Il caso della ministra Santanchè si complica ulteriormente per le indagini in corso a Milano riguardanti un presunto falso in bilancio sulla sua società Visibilia Editore e un’indagine per bancarotta. Questi elementi alimentano il malcontento all’interno della maggioranza, dove in molti sollecitano il suo ritiro dall’incarico. Tuttavia, Santanchè – nota imprenditrice con una lunga carriera politica che l’ha vista parlamentare dal 2001 e più volte sottosegretaria – non intende cedere, appellandosi alla Costituzione e dichiarandosi pronta a presentarsi al prossimo Consiglio dei Ministri.
Mediazione e tensioni nel partito
Per cercare di stemperare la crisi, è stato chiamato in causa Ignazio La Russa, presidente del Senato e figura di riferimento sia per Meloni sia per Santanchè. L’obiettivo è evitare una spaccatura definitiva che possa indebolire il governo a meno di due anni dalle elezioni politiche previste per marzo 2027. Tuttavia, la resistenza della ministra del Turismo è percepita come un ostacolo alla “fase di rilancio” avviata da Meloni dopo la sconfitta referendaria.
Nel frattempo, Fratelli d’Italia si interroga sul futuro: nel partito si delinea l’identikit di un possibile sostituto proveniente dal Sud, un territorio dove il “No” al referendum ha prevalso nettamente e dove si desidera recuperare consenso. La situazione è tesa e le riunioni proseguono fino a tarda notte, mentre la premier si prepara a un importante incontro ad Algeri con il presidente Abdelmadjid Tebboune per discutere di forniture di gas in un contesto geopolitico delicato.






