Roma, 16 gennaio 2026 – Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha ribadito oggi la necessità che l’Unione Europea e la comunità internazionale esercitino ogni leva diplomatica possibile per sostenere il popolo iraniano nella sua lotta per la libertà e contrastare la repressione del regime di Teheran. Le sue dichiarazioni sono arrivate in occasione della manifestazione per l’Iran tenutasi in piazza del Campidoglio a Roma, organizzata da “Donna Vita e Libertà” insieme ad Amnesty International.
Schlein: solidarietà al popolo iraniano contro la repressione
Durante il suo intervento, Schlein ha denunciato la brutale repressione messa in atto dal regime iraniano, citando dati drammatici che parlano di oltre 12.000 morti nelle manifestazioni antigovernative. Ha inoltre sottolineato come il regime stia facendo pagare le famiglie delle vittime per restituire i corpi, mentre l’accesso a internet è stato bloccato e potrebbe rimanere tale fino a marzo. “Non è accettabile – ha affermato la segretaria dem – serve che l’Unione Europea e la comunità internazionale facciano ogni sforzo per isolare il regime e impedire che riceva supporto dai Paesi vicini“.
Schlein ha anche ricordato l’importanza di difendere il diritto all’autodeterminazione del popolo iraniano, confermando l’impegno del Partito Democratico a fianco del movimento “Donna Vita e Libertà”. Al suo arrivo in piazza del Campidoglio, la leader dem ha dichiarato: “Progressisti uniti sull’Iran? Noi ci siamo. Il Pd è sempre stato al fianco del movimento Donna Vita e Libertà“.

Contesto internazionale e strategie di pressione
La situazione in Iran rimane tesa, con un contesto regionale che vede la comunità internazionale divisa tra minacce militari e sanzioni economiche. Dopo settimane di proteste e repressione, gli USA hanno annunciato nuove sanzioni contro i vertici iraniani responsabili delle violenze, mentre l’Unione Europea sta valutando misure analoghe con il sostegno del G7.
La pressione internazionale si concentra sulla necessità di evitare un’escalation militare, privilegiando strumenti diplomatici e sanzionatori per isolare il regime di Teheran. La richiesta di Schlein si inserisce in questo quadro, puntando a un’azione coordinata per sostenere la libertà e i diritti umani in Iran e limitare ogni forma di sostegno regionale alla repressione interna.






