Roma, 17 febbraio 2026 – Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha ribadito con fermezza la strategia politica del suo partito riguardo al prossimo referendum costituzionale e alle elezioni politiche anticipate, intervenendo nel programma televisivo DiMartedì su La7. In un momento cruciale per la politica italiana, la leader dem ha chiarito le posizioni del Pd sul governo Meloni e sulla riforma della giustizia, sottolineando l’impegno a vincere le prossime elezioni e a governare con trasparenza e controllo.
Schlein: “Non chiediamo le dimissioni di Meloni, la batteremo alle politiche”
Interpellata sulla possibilità che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si debba dimettere in caso di vittoria del No al referendum, Schlein ha risposto: «No, non chiediamo le sue dimissioni. Noi la batteremo alle prossime elezioni politiche senza dubbio». La segretaria Pd ha aggiunto che, se vincesse il Sì, Meloni ne rivendicherebbe il merito come una vittoria importante per la sua maggioranza, mentre una sconfitta potrebbe generare tensioni interne alla coalizione di governo. Lo scenario politico si presenta dunque come una sfida aperta, con il Pd concentrato sulla campagna referendaria e sulle elezioni future.
Campagna referendaria: “Usiamo solo le parole del governo per spiegare il No”
Schlein ha illustrato la strategia adottata dal Pd nella campagna referendaria, basata esclusivamente sulle dichiarazioni del governo attuale: «Questa riforma non migliora la giustizia per i cittadini, non velocizza i processi, non assume l’organico necessario né stabilizza i 12.000 precari». La segretaria ha rimarcato che il progetto di riforma costituzionale proposto dalla maggioranza «indebolisce l’equilibrio tra i poteri sancito dalla nostra Costituzione». Per Schlein, infatti, l’indipendenza della magistratura non tutela solo i magistrati, ma è un presidio fondamentale per i diritti dei cittadini, soprattutto per chi non ha potere o risorse per difendersi da abusi.
Infine, Schlein ha ribadito la volontà del Pd di guidare il Paese dopo le elezioni, sottolineando l’importanza di un governo sottoposto a controlli e limiti: «Andremo al governo vincendo le prossime elezioni politiche e vogliamo essere controllati. La giustizia non si migliora mettendo i giudici sotto il controllo del governo».
In questa fase delicata, il Partito Democratico punta a rafforzare il consenso, soprattutto nel Sud, e a presentarsi come alternativa credibile all’attuale governo guidato da Meloni.




