Roma, 25 marzo 2026 – La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha commentato la situazione politica conseguente al referendum sulla giustizia, sottolineando come il caso della ministra Santanché sia emblematico delle conseguenze politiche del voto popolare. Nel corso di una conferenza stampa tenuta presso la sede della Stampa Estera a Roma, Schlein ha dichiarato: «Poco fa siamo riusciti a far calendarizzare la mozione di sfiducia a Santanché, è evidente che ci sono conseguenze politiche dopo il voto del referendum».
Le dimissioni tardive di Delmastro e Bartolozzi
La segretaria dem ha inoltre definito «tardive» le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, rassegnate dopo la netta vittoria del No al referendum che ha visto superare il quorum con un’affluenza al 58,9% e un risultato finale del 53,2% per il No. Schlein ha posto l’accento sulla responsabilità della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel pretendere un immediato passo indietro dai due esponenti del governo.
Schlein: “Pronti alle elezioni politiche in qualsiasi momento”
Sul tema delle prossime elezioni politiche, la leader del principale partito di opposizione ha affermato di essere pronta a ogni eventualità: «Da segretaria della principale forza di opposizione posso dire che in qualunque momento saranno, ci faremo trovare pronti». Le dichiarazioni arrivano in un contesto di tensione politica che segue la sconfitta del centrodestra al referendum, ma con fonti di Palazzo Chigi che assicurano che la premier Meloni non chiederà la fiducia e che «non c’è crisi politica».
De Pascale: definire una proposta alternativa chiara
Michele De Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, ha espresso il suo sostegno a Schlein definendola «una protagonista assoluta dell’alternativa» al governo attuale. De Pascale ha ribadito la necessità di «definire cinque punti di programma e poi individuare il candidato premier da contrapporre a Meloni». Ha aggiunto che il centrosinistra deve guadagnarsi la fiducia degli elettori che hanno votato No al referendum, proponendo temi concreti quali sanità pubblica, infrastrutture sostenibili, difesa dei redditi, politiche industriali e pace.
Il referendum sulla giustizia ha segnato una battuta d’arresto per la maggioranza di governo, con ripercussioni immediate e riflessioni aperte all’interno dei principali schieramenti politici. Le prossime mosse politiche saranno decisive per il futuro della legislatura e per la definizione dell’alternativa al centrodestra.





