Roma, 7 marzo 2026 – In vista delle prossime elezioni politiche italiane, la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha chiarito la posizione della coalizione progressista riguardo al tavolo programmatico e alla scelta del candidato premier. In un’intervista rilasciata a Il Manifesto, Schlein ha sottolineato che la coalizione non partirà da zero, evidenziando il lavoro condiviso svolto negli ultimi anni su temi chiave come lavoro, sanità, fisco, scuola e sicurezza.
Elly Schlein, il tavolo della coalizione e il programma
Elly Schlein ha spiegato che i tempi per il confronto sul programma saranno decisi congiuntamente dai membri della coalizione. “La cosa fondamentale è che non partiamo da zero: la coalizione c’è, in questi tre anni abbiamo lavorato insieme sulle tante cose che ci uniscono”, ha affermato. La segretaria ha ricordato come la collaborazione si sia tradotta in emendamenti all’ultima manovra finanziaria, trattando questioni centrali per il Paese. Anche se restano margini di approfondimento e sintesi, Schlein si è detta “molto soddisfatta del lavoro fatto”.
Al contempo, ha respinto l’idea di possibili scontri interni sulla scelta del candidato premier, assicurando che sarà trovata una modalità condivisa per individuare la figura più adatta a guidare la coalizione. “Siamo tutti consapevoli della grande responsabilità che abbiamo: per la prima volta dopo oltre 20 anni possiamo andare al governo con una coalizione progressista vincendo le elezioni”, ha sottolineato.
Lo scontro con la Destra e il referendum
Schlein ha inoltre denunciato le manovre della destra per ostacolare la coalizione progressista, come il tentativo di modificare la legge elettorale e il blocco delle proposte unitarie su salario minimo, riduzione dell’orario di lavoro e congedo paritario. La leader dem ha ribadito la netta separazione tra il referendum e le elezioni politiche, chiarendo che il governo sarà battuto alle urne e non tramite il referendum. Ha criticato aspramente la campagna della destra contro i magistrati, definita una “grave campagna di delegittimazione” che mina la fiducia nelle istituzioni.
Infine, Schlein ha avvertito che in caso di vittoria del sì al referendum, la destra potrebbe accelerare con riforme come il premierato, “che aumenta i poteri del governo a scapito di quelli del Parlamento e del Capo dello Stato. Noi non ci stiamo”.
Elly Schlein, alla guida del PD dal marzo 2023, continua così a confermare la linea di un’alleanza progressista coesa e determinata a presentarsi unita alle elezioni, mettendo al centro il lavoro svolto e la responsabilità di governare per un’Italia diversa.




