Roma, 19 marzo 2026 – Nuovo scontro politico all’indomani della vicenda che coinvolge Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia e figura di spicco di Fratelli d’Italia, accusato dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein di gravi incongruenze che avrebbero riflessi sulla trasparenza e sull’etica istituzionale. La questione assume particolare rilevanza in vista del referendum imminente sulla riforma Nordio, di cui Delmastro è uno dei principali sostenitori.
L’accusa di Elly Schlein a Delmastro e la richiesta a Giorgia Meloni
Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha denunciato con fermezza la “disinvoltura” con cui Delmastro si sarebbe associato alla fondazione di una società di ristorazione con una giovane amministratrice legata a un soggetto condannato per mafia. L’esponente dem ha sottolineato come Delmastro, già condannato per aver rivelato segreti d’ufficio, non potesse ignorare la situazione legata alla società, la cui costituzione non sarebbe stata neppure dichiarata secondo gli obblighi di trasparenza. Schlein ha quindi esortato la premier Giorgia Meloni a prendere una posizione chiara e immediata prima del referendum, sottolineando che “gli italiani hanno il diritto ad avere una sua presa di posizione chiara, ma non dopo il referendum. La pretendiamo subito”.

Rapporti tra Schlein e Meloni: disponibilità al dialogo, ma con divergenze
In un clima di crescente tensione internazionale legata alla crisi in Medio Oriente, la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha reso note le sue posizioni in merito ai rapporti con il governo guidato da Giorgia Meloni e alla gestione della crisi con l’Iran. Nel corso di un’intervista a Rai News 24, Schlein ha affermato di aver avuto un recente contatto telefonico con la premier, sottolineando la disponibilità del Pd a collaborare su questioni di interesse nazionale.
Elly Schlein ha dichiarato: “Ho sentito la premier Giorgia Meloni qualche giorno fa e siamo d’accordo che in ogni momento necessario ci sentiremo“. Il dialogo è avvenuto anche attraverso contatti con il ministro della Difesa, Guido Crosetto, con cui il Partito Democratico mantiene rapporti costanti. “Quando è in ballo l’interesse nazionale noi ci siamo, con le nostre posizioni“, ha precisato Schlein, ribadendo però un netto rifiuto a un coinvolgimento italiano in una guerra “illegale“.
In particolare, la segretaria dem ha sottolineato la necessità di una condanna più chiara e coerente della situazione, estendendo le responsabilità non solo all’Iran ma anche agli USA e a Israele. “Non basta chiedere agli iraniani di fermarsi, il governo deve chiedere anche a Trump e Netanyahu di fermare la loro guerra illegale“, ha affermato, rispecchiando le perplessità espresse dal Pd e da alcune forze di opposizione nel Parlamento italiano.






