Roma, 12 marzo 2026 – In una recente intervista a Rtl 102.5, la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha espresso con fermezza la sua posizione sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente, condannando gli attacchi condotti da USA e Israele contro l’Iran e chiedendo un immediato intervento del governo italiano per fermare le ostilità. Al centro del suo appello, anche una netta presa di posizione contro l’eventuale utilizzo delle basi militari italiane per operazioni statunitensi.
Schlein condanna gli attacchi e sollecita un cessate il fuoco immediato
Schlein ha definito gli attacchi contro l’Iran come “azioni militari unilaterali illegali“ che violano il diritto internazionale. Ha sottolineato la necessità di un immediato cessate il fuoco e di una riapertura dei canali diplomatici per garantire la sicurezza europea e il ritorno a casa dei cittadini italiani bloccati nella regione. La leader Pd ha inoltre inviato un messaggio chiaro al governo: deve esercitare pressione su Donald Trump e Benjamin Netanyahu affinché fermino le operazioni militari, evitando così l’ulteriore escalation del conflitto.
“Non ci salviamo se passiamo dalla dipendenza dal gas di Putin alla dipendenza dal gas di Trump: ci serve un’indipendenza energetica italiana ed europea, perché paghiamo le bollette più care d’Europa“. Ha ribadito ancora la leader dem, Elly Schlein, a Rtl 102.5. Un’indipendenza che però, ha sottolineato, non può passare per un “ritorno al nucleare” per il quale ci vorrebbe comunque troppo (“dove vengono costruite le nuove centrali servono 15-17 anni per arrivare regime“). “Noi – ha quindi aggiunto – siamo a favore della ricerca ma non ci sono scuse per un Governo così ostile alle rinnovabili, che hanno ridotto i costi venti volte in ultimi venti anni“.

L’appello a Meloni: no all’uso delle basi Usa in Italia
“L’appello all’unità” della premier Meloni “è durato giusto un paio d’ore ed è giunto con 12 giorni di ritardo“. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, a Rtl 102.5. “Io – ha ricordato – ho dovuto iniziare il mio intervento invitandola a poggiare la clava… Speravamo di poter parlare, ma l’appello è durato poco. Io sono in costante contatto con il governo, con Crosetto e anche, nelle settimane scorse, con Tajani. Noi ci siamo, il numero ce l’ha… certo – ha concluso – l’appello è arrivato in ritardo e poi solo dopo due ore ha cambiato orientamento sennò non sarebbe arrivata alla Camera attaccando così l’opposizione“.
Schlein ha rivolto poi un appello diretto a Giorgia Meloni, sottolineando che, sebbene la premier abbia dichiarato che non è stata avanzata alcuna richiesta formale sull’uso delle basi militari italiane da parte degli Stati Uniti, è fondamentale che il governo dica con chiarezza “no” a qualsiasi autorizzazione in tal senso. Secondo la segretaria del PD, un eventuale via libera rappresenterebbe una violazione dell’articolo 11 della Costituzione italiana, che vieta l’impiego del territorio nazionale per azioni belliche. Schlein ha anche lamentato la mancanza di un giudizio politico da parte di Meloni sull’attuale crisi e ha evidenziato come l’alleanza simbiotica con gli USA stia danneggiando gli interessi nazionali italiani, sia sul piano politico che economico.
Infine, Schlein ha espresso preoccupazione per gli attacchi subiti dai militari italiani a Erbil e ha rinnovato la propria solidarietà, ribadendo l’urgenza di un cessate il fuoco e di una politica estera italiana più autonoma e coerente con i principi della Costituzione e del diritto internazionale.
Il Governo e la Magistratura: le accuse di Schlein
Schlein ha denunciato che il governo sembra voler decidere “chi può fare il giudice e chi no“, evidenziando come nelle ultime settimane sia emersa l’intenzione di escludere parti della magistratura ritenute scomode. Il riferimento è alle parole del capo di gabinetto di Nordio, che aveva invitato a votare “sì” al referendum sulla giustizia con l’obiettivo di “togliere di mezzo la magistratura“.
Successivamente, la stessa figura ha corretto la dichiarazione, affermando che si intendeva rimuovere solo una parte della magistratura, ma senza scuse né dimissioni. Schlein ha sottolineato che questo atteggiamento rappresenta un pericolo per la democrazia, in quanto il governo vorrebbe influire sulle nomine giudiziarie in base all’orientamento politico dei magistrati.
In vista del referendum del 18 marzo, la segretaria Pd ha rilanciato l’appello a votare No e ha invitato tutti i cittadini a partecipare attivamente al voto, contrastando l’astensionismo: “In democrazia la partecipazione è fondamentale, proviamo a sfidare l’astensionismo partecipando attivamente”.
La leadership del centrosinistra e le prossime sfide
Nel corso della stessa intervista, Schlein ha affrontato anche il tema della guida del centrosinistra. Ha ribadito l’impegno del Pd a farsi trovare pronto per governare, come dimostrato nelle elezioni regionali dello scorso anno con una coalizione progressista unitaria in tutte le regioni al voto dopo vent’anni. Sul nodo della leadership, Schlein si è detta fiduciosa di trovare un accordo sulle modalità di scelta, che potrebbero passare attraverso un accordo politico o primarie di coalizione, opzione alla quale si è detta disponibile fin dall’inizio.
La segretaria ha infine sottolineato la priorità di mantenere l’unità della coalizione per offrire un’alternativa credibile alla destra attualmente al governo.
Il dibattito politico resta dunque acceso sia sul fronte della giustizia che su quello dell’organizzazione interna delle forze progressiste in vista delle prossime scadenze elettorali.






