Firenze, 20 febbraio 2026 – Il confronto politico tra maggioranza e opposizione torna ad accendersi sul terreno della politica europea, dell’economia e delle riforme istituzionali. A Firenze, durante l’iniziativa “L’Italia che riparte”, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha rivolto una serie di critiche al governo guidato da Giorgia Meloni, toccando temi che spaziano dalla difesa comune europea al caro vita, fino al rapporto tra politica e magistratura. Secondo la leader dem, l’esecutivo starebbe seguendo una linea che rischia di aumentare la dipendenza dell’Italia dagli Stati Uniti e di trascurare le principali difficoltà economiche delle famiglie.
Difesa europea e clausola Buy European
Uno dei punti centrali dell’intervento ha riguardato il dibattito sulla difesa comune europea e la cosiddetta clausola “Buy European”, attualmente oggetto di discussione a Bruxelles. Schlein ha ribadito la posizione del Partito Democratico a favore di un rafforzamento dell’integrazione militare europea attraverso investimenti condivisi e il sostegno alle industrie del continente.
Secondo la segretaria dem, la contrarietà espressa da Meloni alla clausola sarebbe legata alla volontà di incrementare la spesa militare acquistando armamenti statunitensi. Una scelta che, a suo avviso, finirebbe per rendere l’Europa più dipendente invece che più autonoma dal punto di vista strategico.
Schlein ha ricordato come anche l’amministrazione americana abbia criticato il principio del Buy European, sottolineando che la misura mira proprio a favorire l’acquisto di prodotti realizzati all’interno dell’Unione europea, in particolare nel settore della difesa. Per il Pd, l’obiettivo dovrebbe essere migliorare l’interoperabilità tra gli eserciti europei e costruire una vera capacità difensiva comune, evitando una competizione tra singoli Stati basata sull’aumento indipendente degli armamenti.
Carovita e salari, Schlein: “Il governo ignora le famiglie”
Nel suo intervento a margine dell’evento fiorentino, Schlein ha poi spostato l’attenzione sulla situazione economica interna, accusando l’esecutivo di non affrontare con sufficiente determinazione i problemi quotidiani degli italiani. La segretaria del Pd ha evidenziato come negli ultimi quattro anni i prezzi siano cresciuti complessivamente del 25%, mentre i salari reali avrebbero registrato una diminuzione di circa nove punti percentuali.
Secondo la leader dell’opposizione, la priorità dovrebbe essere il lavoro dignitoso e la lotta alla precarietà, insieme all’introduzione di un salario minimo nazionale, proposta che — ha sostenuto — continua a incontrare l’opposizione del governo.
Schlein ha inoltre sottolineato la necessità di politiche capaci di sostenere imprese, agricoltori e sistema produttivo, con l’obiettivo di recuperare competitività e aumentare la produttività economica. Il percorso politico del Pd, ha spiegato, intende unire l’ascolto dei territori con la campagna referendaria in corso, mantenendo al centro le questioni sociali ed economiche.
Lo scontro sui social e le accuse sulla comunicazione politica
Un altro passaggio del discorso ha riguardato il clima politico e la comunicazione istituzionale. Schlein ha criticato il modo in cui, a suo dire, il confronto pubblico viene alimentato attraverso i canali social della maggioranza, accusando il partito della premier di delegittimare sistematicamente la magistratura.
La segretaria dem ha parlato di un “ribaltamento della realtà”, sostenendo che mentre il governo denuncia un clima di scontro politico, sui social verrebbero pubblicati contenuti che attaccano giudici e decisioni giudiziarie. Una dinamica che, secondo l’opposizione, contribuirebbe ad alimentare tensioni istituzionali invece di favorire un confronto costruttivo.
La contrarietà di Schlein alle modifiche al referendum
Il capitolo più istituzionale dell’intervento ha riguardato la riforma costituzionale sulla giustizia. Schlein ha espresso una netta contrarietà alle modifiche proposte dal governo, sostenendo che l’obiettivo sarebbe quello di subordinare il potere giudiziario a quello politico attraverso cambiamenti che coinvolgerebbero diversi articoli della Costituzione.
Dal punto di vista del Partito Democratico, la riforma non migliorerebbe l’efficienza del sistema giudiziario né contribuirebbe a ridurre la durata dei processi o a colmare la carenza di personale nei tribunali. Per questo motivo, ha annunciato la segretaria, il Pd sosterrà il voto contrario nel referendum costituzionale.
Schlein ha ribadito che l’indipendenza della magistratura rappresenta una garanzia per i cittadini e non un privilegio per i giudici, definendola un principio fondamentale dello Stato di diritto su cui il partito intende proseguire la propria battaglia politica.






