Roma, 16 febbraio 2026 – Un acceso confronto politico scuote nuovamente il dibattito sulla riforma della giustizia in Italia, con il Ministro della Giustizia Carlo Nordio al centro delle critiche per le sue recenti affermazioni sul Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). Le reazioni sono arrivate a seguito delle sue parole, giudicate come un vero e proprio “insulto” alla memoria delle vittime della mafia e un attacco al sistema giudiziario stesso da Elly Schlein.
Le critiche di Elly Schlein: “Superato il limite, resteranno macerie”
La leader del Partito Democratico, Elly Schlein, ha espresso dure condanne nei confronti delle dichiarazioni del Ministro Nordio, sottolineando come queste abbiano superato un limite inaccettabile. In un’intervista rilasciata a La Repubblica, Schlein ha affermato: “Quando ho letto stamattina le parole di Nordio non potevo crederci. E ora non posso credere che siano passate le undici e nessuno del governo abbia ancora detto qualcosa“. La leader Pd ha chiesto un intervento della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, invitandola a prendere le distanze da tali affermazioni.
Schlein ha inoltre denunciato come il confronto acceso tra istituzioni, alimentato da Nordio, rischi di minare la fiducia dei cittadini, specie in un momento delicato come quello che precede il referendum sulla giustizia previsto per il 23 marzo. Un attacco particolarmente forte è stato rivolto alla destra per aver “insultato Borsellino” e altri magistrati simbolo della lotta alla mafia, come Falcone e Livatino, figure rispettate e simboliche per la storia giudiziaria italiana.
Bonelli e l’attacco alla riforma Nordio
Anche Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, ha commentato con fermezza le parole del Ministro della Giustizia. Durante la trasmissione Inside24 su RaiNews24, Bonelli ha definito le dichiarazioni di Nordio “gravissime, un insulto alla memoria di tutti coloro che hanno dato la vita nella lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo”.
Bonelli ha inoltre criticato la riforma della giustizia promossa dal governo, sostenendo che la separazione delle carriere “non incide sui meccanismi di funzionamento della giustizia e non accelera i procedimenti penali e civili”. Secondo il deputato, la limitazione delle intercettazioni a 45 giorni rappresenta un “favore alla criminalità organizzata”, in quanto riduce gli strumenti di contrasto disponibili.
Il Ministro è al centro di un acceso dibattito che riflette le profonde divisioni politiche sul tema della giustizia e del ruolo della magistratura nel sistema democratico italiano, con un confronto che vede da una parte la maggioranza di centro-destra e dall’altra l’opposizione di centrosinistra.






