Roma, 8 aprile 2026 – Nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso la sede della Stampa Estera a Roma, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha fatto chiarezza sulle misure in campo per fronteggiare il caro energia, escludendo categoricamente l’ipotesi di un razionamento del carburante e altre restrizioni come la chiusura di scuole, uffici, fabbriche e negozi.
Salvini esclude il razionamento del carburante
Matteo Salvini ha risposto in modo netto alla domanda su un possibile razionamento di carburante, affermando che “non c’è allo studio nessun piano sul razionamento di carburante” e che al momento non intende nemmeno prenderlo in considerazione. Inoltre, ha espresso la convinzione che nelle prossime ore si possa registrare un calo dei prezzi dei carburanti, sottolineando che il governo utilizzerà tutti gli strumenti disponibili per prevenire speculazioni sul mercato.
Sempre in tema di energia, Salvini ha ribadito che lo smart working non è una misura da prendere in considerazione per far fronte all’aumento dei costi energetici.
Prospettive di cooperazione energetica
In merito alla crisi geopolitica e alle conseguenze sul mercato energetico, il leader della Lega ha auspicato una ripresa della collaborazione con la Russia nel settore energetico, a conflitto terminato. Salvini ha dichiarato: “Mi auguro che arrivi presto il giorno per tornare a parlare di cooperazione sull’energia con la Russia”, rispondendo a una domanda relativa all’eventualità di un riavvicinamento con Mosca.
Sul fronte del conflitto in Ucraina, Salvini ha espresso la sua posizione favorevole a una soluzione diplomatica, sottolineando che “è difficilmente ipotizzabile che qualcuno vinca sul campo”. Ha inoltre evidenziato la necessità di cambiare prospettiva sull’invio di armi a Kiev, dato che, secondo lui, non si sono ottenuti risultati concreti dopo quattro anni di sostegno militare.
Inoltre, ha precisato che l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea non è un dibattito attuale.
Il vicepremier ha infine commentato le recenti elezioni in Ungheria, definendole un voto importante per gli europei che credono nei valori della pace e dell’indipendenza, senza però voler interferire nelle scelte interne del Paese.
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