Roma, 26 febbraio 2026 – Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha espresso un giudizio positivo sulla nuova legge elettorale in corso di definizione, sottolineando come sia importante che chi vince le elezioni possa governare con stabilità. Durante un’intervista rilasciata all’ANSA, Salvini ha dichiarato: “Non ho seguito io la legge elettorale, l’hanno seguita Calderoli e Paganella, io mi fido. Dopodiché una legge elettorale che dia stabilità serve. Non sono appassionato di legge elettorale ma mi sembra sia fatta bene“.
Il ruolo di Calderoli e Paganella nella legge elettorale
Salvini ha rimandato i dettagli della trattativa sui collegi elettorali ai due principali artefici del testo, Roberto Calderoli e Paganella, evidenziando come sia stato un lavoro condiviso all’interno della maggioranza. Calderoli, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie e storico esponente della Lega, è noto per il suo ruolo cruciale in precedenti riforme elettorali, tra cui la legge Calderoli del 2005, e per la sua esperienza pluriennale in Parlamento. La sua collaborazione con Paganella è stata fondamentale per mettere a punto l’impianto normativo attuale.
Principi chiave della nuova legge elettorale
Il vicepremier ha evidenziato che l’aspetto centrale della normativa è che “chiunque vinca vince e governa“, un principio che mira a garantire stabilità governativa e certezza nell’indirizzo politico del Paese. Salvini ha inoltre sottolineato il valore culturale dell’impianto: “A me l’impianto culturale che è uscito fuori piace“. Questo approccio vuole superare le incertezze e le complicazioni delle leggi elettorali precedenti, assicurando un sistema in cui il successo elettorale si traduca direttamente in capacità di governo.
Salvini, che attualmente ricopre anche il ruolo di ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel governo Meloni, ha inoltre precisato di non essere un esperto della materia ma di fidarsi degli interlocutori incaricati del dossier. La sua affermazione pone l’accento sulla volontà della Lega di costruire un quadro legislativo che favorisca la governabilità, tema cruciale nell’attuale scenario politico italiano.






