Milano, 11 aprile 2026 – Durante un gazebo della Lega a Milano, il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha espresso preoccupazione riguardo all’attuale situazione economica e politica, toccando temi cruciali come i prezzi dei carburanti, la politica internazionale e le tensioni in Europa.
Prezzi dei carburanti e maxi guadagni delle compagnie petrolifere: parla Salvini
Salvini ha sollecitato il ministro Urso a convocare le compagnie petrolifere per un confronto diretto sui prezzi alla pompa e alla produzione. «Le compagnie sono molto veloci ad aumentare i prezzi quando c’è un problema, ma sono molto più lente a ridurli quando i prezzi scendono», ha detto il vicepresidente del Consiglio. In questo contesto ha manifestato la sua disponibilità a sostenere un intervento economico e fiscale per contrastare i maxi guadagni di banche, compagnie petrolifere ed energetiche, qualora fosse necessario.
Tensione internazionale: il ruolo degli Usa e le minacce di Zelensky a Orban
Sul fronte internazionale, Salvini, pur definendosi un amico degli Stati Uniti e sostenitore di Donald Trump, ha invitato a una «fermata finché siamo in tempo» riguardo a possibili azioni militari in Iran, sottolineando il rischio di un’escalation che potrebbe condurre alla terza guerra mondiale.
Inoltre, ha denunciato come «volgari e disgustose» le minacce di morte rivolte dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky al premier ungherese Viktor Orban, sottolineando che tali attacchi sono inaccettabili soprattutto considerando il sostegno economico che l’Europa sta fornendo all’Ucraina.
Salvini ha poi criticato l’atteggiamento dell’Unione Europea, definendola una «camicia di forza» che impedisce all’Italia di intervenire efficacemente a sostegno dei cittadini in difficoltà, lamentando in particolare la mancata sospensione del patto di stabilità.
Il confronto politico all’interno del governo e con gli attori internazionali appare quindi complesso, mentre sul fronte interno persistono le pressioni per interventi concreti contro l’aumento dei costi energetici e una gestione più equilibrata della politica estera.






