Roma, 14 marzo 2026 – Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel governo Meloni, ha rilasciato dichiarazioni significative a Ponte Milvio, dove la Lega ha allestito un gazebo per promuovere il sì al referendum sulla giustizia. Interpellato circa la posizione dell’Italia e degli alleati europei sulle sanzioni al petrolio russo, Salvini ha sottolineato la necessità di un confronto pragmatico, prendendo spunto dalla recente decisione degli USA.
Salvini: “Sbagliato fregarsene del petrolio russo“
Il leader della Lega ha espresso chiaramente la sua posizione, affermando che molti condividono il suo punto di vista, ribadendo di non schierarsi con Putin, ma di seguire l’esempio degli Stati Uniti, guida della NATO. “In questo momento, quelli che ci stanno rimettendo e pagando di più siamo noi, tutto qua“, ha detto Salvini, evidenziando le difficoltà economiche derivanti dalle attuali sanzioni. “Uno può dire chi se ne frega, andiamo avanti così, ma secondo me è sbagliato“, ha aggiunto, confermando la sua volontà di dire la propria in merito.
“Non volere gli atleti paralimpici alle paralimpiadi, non volere gli artisti russi alla Biennale di Venezia non significa difendere l’Ucraina significa essere sciocchi“, aggiunge Salvini sottolineando che in questo momento “gli Stati Uniti stanno straguadagnando, la Russia sta straguadagnando, la Cina il petrolio lo sta avendo ugualmente dall’Iran” e “chi ne sta pagando le conseguenze siamo noi, così come per le sanzioni” a Mosca per l’Ucraina. “Da quattro anni a questa parte sento dire che le sanzioni contro Putin lo avrebbero messo in ginocchio nell’arco di poche settimane…”

Apprezzamento per la scelta pragmatica di Trump
Salvini ha inoltre elogiato la decisione della nuova amministrazione statunitense guidata da Donald Trump, che ha allentato le restrizioni sul petrolio russo. “Gli Stati Uniti hanno fatto una scelta pragmatica“, ha dichiarato, “e io ritengo che l’Italia e l’Europa debbano prendere in considerazione la stessa scelta“. Il ministro ha chiarito che la sua posizione non è un sostegno a Putin, ma un invito a evitare scelte che penalizzano inutilmente l’economia italiana. “Non voler gli atleti paralimpici alle paralimpiadi o gli artisti russi alla Biennale non significa difendere l’Ucraina, significa essere sciocchi“, ha concluso Salvini, ribadendo l’importanza di un approccio equilibrato.
Salvini: “È grave che un procuratore chiami mafiosi i votanti per il sì“
Parlando a margine di un’iniziativa politica a Ponte Milvio a Roma, Salvini ha definito “molto più gravi” le affermazioni di magistrati, come Nicola Gratteri, che sostengono che i mafiosi voteranno per il sì, rispetto alle frasi della capo di gabinetto di Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi. “Sono toni che in un Paese libero non mi aspetto“, ha precisato il vicepremier, ribadendo il rispetto verso chi voterà no e auspicando lo stesso rispetto da parte della magistratura verso chi voterà sì.
Salvini ha sottolineato che “un procuratore della Repubblica decide chi indagare e chi arrestare” e che definire i sostenitori del sì mafiosi è “gravissimo“. “Se conosci mafiosi, li porti in galera, non puoi sparare a caso“, ha aggiunto con fermezza.
Il contesto e le posizioni di Nicola Gratteri
Nicola Gratteri, magistrato di punta nella lotta alla criminalità organizzata, è noto per le sue inchieste contro la ‘ndrangheta e per la sua attività in qualità di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli dal 2023. Gratteri si è distinto anche per il suo impegno educativo e per la partecipazione a programmi di divulgazione sulla mafia, come “Lezioni di mafie” su LA7.
Negli ultimi mesi, il procuratore ha manifestato il proprio dissenso verso la riforma della giustizia Nordio, invitando a votare no al referendum, e ha partecipato all’inaugurazione dell’anno giudiziario esprimendo chiaramente la sua contrarietà alle modifiche proposte.
In tale contesto, le parole di Gratteri, che hanno suscitato la reazione di Salvini, si inseriscono in un acceso confronto tra politica e magistratura in un momento delicato per il sistema giudiziario italiano.

Salvini sulla cultura e l’autonomia della Biennale
Sempre a Ponte Milvio, Salvini ha replicato anche al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in merito alla partecipazione della Russia alla Biennale. Il vicepremier ha ricordato che la Biennale è “un ente straordinario e autonomo” e ha sottolineato come sport, arte, musica e cultura “avvicinino le persone” e che in questi ambiti “non dovrebbe esserci conflitto“.
Con queste dichiarazioni, Salvini ha ribadito il suo ruolo attivo nella campagna per il sì, che vede la Lega impegnata con oltre 1500 gazebo in tutta Italia.






