Roma, 19 marzo 2026 – La ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, ha ribadito oggi la sua posizione in merito ai congedi parentali e alla differenza tra madri e padri, intervenendo a Ping Pong su Rai Radio 1. La ministra ha sottolineato come esista una differenza biologica ineludibile tra i due ruoli genitoriali, legata alla gravidanza, al parto e all’allattamento, esperienze riservate esclusivamente alle donne.
Congedi parentali: diversità biologica e stimolo culturale
Secondo Roccella, «tra madre e padre c’è una differenza biologica e su questo non c’è parità che tenga». Pur riconoscendo l’importanza di una maggiore parità nella condivisione del lavoro di cura, la ministra ha precisato che «non si può partire dall’idea che madri e padri siano esattamente la stessa cosa». Ha quindi rivendicato l’impegno del governo, che ha investito circa un miliardo di euro sui congedi parentali, introducendo una misura che prevede tre mesi di congedo all’80% del salario, incentivando così sia i congedi materni sia quelli paterni. Il punto, ha spiegato, «non è obbligare, ma stimolare un cambiamento anche culturale nella condivisione del lavoro di cura».
Famiglia nel bosco: l’allontanamento dei bambini come trauma
Sempre nel corso della trasmissione, la ministra è intervenuta sul delicato caso della cosiddetta famiglia nel bosco, ribadendo che l’intervento dei servizi sociali deve essere finalizzato ad aiutare genitori e figli, non a smembrare le famiglie o ad aumentare il conflitto. Roccella ha definito l’allontanamento dei bambini dalla famiglia una scelta estrema, da valutare solo se i benefici superano il trauma provocato. «La separazione – ha detto – dovrebbe essere una scelta veramente estrema: portare i bambini fuori da una famiglia è comunque un trauma, e bisogna valutare se questo trauma supera il beneficio».
La ministra ha inoltre sottolineato che, «anche in presenza di difficoltà, la scelta dovrebbe essere quella di sostenere una famiglia fragile o vulnerabile, intervenendo sulle carenze ma garantendo l’unità familiare». Ha concluso auspicando che l’allontanamento avvenga solo in casi gravi, come abusi o violenza, invitando a riflettere se la separazione da una madre con cui c’è un rapporto affettuoso produca più benefici o danni.
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