Roma, 23 gennaio 2026 – È in corso di discussione in Commissione Giustizia del Senato la proposta di legge sulla riforma del reato di violenza sessuale, il cosiddetto ddl stupri, fortemente voluta dalla senatrice leghista Giulia Bongiorno, che ne è anche relatrice. La nuova normativa punta a un significativo ampliamento delle tutele per le vittime, sostituendo il concetto di consenso con quello di dissenso e introducendo il reato di freezing.
Cambiamento del paradigma nel ddl stupri: dal consenso al dissenso
In un’intervista al Corriere della Sera, la senatrice Bongiorno ha spiegato che la sua proposta prevede il reato di violenza “quando si compiono atti sessuali contro la volontà di una persona”, sottolineando che si tratta di un deciso ampliamento della tutela per le vittime di violenza. La parola “consenso” è stata sostituita da “dissenso” per ribaltare la prospettiva normativa: “quando la donna non manifesta la sua volontà perché congelata dalla paura, si debba presumere il dissenso”, ha precisato Bongiorno, spiegando così l’istituzione del cosiddetto reato di freezing.
La senatrice ha chiarito anche la questione del peso probatorio, affermando che la sua riforma “valorizza la volontà della donna senza alterare le dinamiche processuali” e che il testo non impone all’imputato di fornire prove impossibili.

Pena e aggravanti: verso un sistema più articolato
Riguardo alla riduzione delle pene, che scendono da un minimo di 6 anni a 4 anni per il caso di violenza senza minaccia e costrizione, Bongiorno ha spiegato che l’obiettivo era “creare una cascata di aggravanti”. La modifica, che ha accolto una richiesta del Partito Democratico, si inserisce in un testo unificato che intende disciplinare in modo più organico i diversi livelli di gravità del reato.
La proposta, attualmente all’esame della Commissione Giustizia, segue il percorso parlamentare iniziato con l’approvazione alla Camera e la recente discussione in Senato, dove la senatrice Bongiorno svolge il ruolo di relatrice. La riforma si inserisce in un contesto legislativo che mira a rafforzare la protezione delle vittime di violenza sessuale, adeguando il quadro normativo alle necessità di una società in evoluzione e alle più recenti acquisizioni giuridiche in materia di diritti e tutela della persona.






